La psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi, una delle voci più autorevoli nel panorama italiano della psicologia dell’età evolutiva, è morta a Roma all’età di 78 anni. Con una carriera lunga decenni, Parsi ha contribuito in modo decisivo alla diffusione della cultura psicologica in Italia, dedicando gran parte del suo impegno alla tutela dell’infanzia, dei diritti dei minori e al sostegno delle famiglie.

Psicoterapeuta, psicopedagogista e psicologa clinica, è stata autrice di oltre cento tra saggi, articoli e testi divulgativi, molti dei quali dedicati alla crescita emotiva e al benessere dei bambini. La sua attività l’ha resa un punto di riferimento non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per il grande pubblico, grazie alla capacità di tradurre temi complessi in un linguaggio accessibile e umano.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi istituzionali di grande rilievo: è stata membro dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e componente del Comitato ONU per i diritti del fanciullo, dove ha portato avanti battaglie fondamentali contro ogni forma di abuso e violenza sui minori. Ha inoltre fondato e presieduto la Fondazione Movimento Bambino Onlus, organizzazione impegnata nella promozione dei diritti dell’infanzia e nella prevenzione del disagio giovanile.

Molto nota anche al pubblico televisivo, Parsi ha partecipato a numerose trasmissioni come esperta di dinamiche familiari, relazionali e psicologiche, portando nelle case degli italiani riflessioni sempre attente al valore dell’ascolto, dell’empatia e del rispetto delle fragilità. Collaboratrice di diversi quotidiani e periodici, ha contribuito per anni al dibattito culturale e sociale del Paese.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo della psicologia, della pedagogia e dell’impegno civile: una figura instancabile, capace di coniugare rigore scientifico e passione educativa, che ha dedicato l’intera vita alla difesa e alla crescita delle nuove generazioni.