
Si è spento a 60 anni Roberto Arditti, giornalista, autore e consulente di comunicazione, figura di riferimento nel panorama dell’informazione italiana. Ricoverato all’ospedale San Camillo di Roma in seguito a un arresto cardiaco, è morto dopo oltre 24 ore di ricovero in terapia intensiva, durante le quali era stato mantenuto in vita con supporti vitali.
I medici hanno accertato lo stato di morte cerebrale e, nel rispetto della volontà espressa in vita, si è proceduto alla donazione degli organi.
Nato a Lodi nel 1965 e laureato all’Università Bocconi, Arditti ha costruito una carriera trasversale, capace di attraversare giornalismo, istituzioni e comunicazione strategica. Dopo un primo periodo al Senato al fianco di Giovanni Spadolini, è passato al mondo dei media, diventando negli anni una delle voci più autorevoli del dibattito pubblico.
Nel corso della sua carriera è stato direttore delle news di RTL 102.5, autore della trasmissione “Porta a Porta” e direttore del quotidiano Il Tempo. Ha inoltre ricoperto incarichi rilevanti nella comunicazione istituzionale, tra cui il ruolo di portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola e la responsabilità della comunicazione per Expo 2015.
Negli ultimi anni era direttore editoriale di Formiche e continuava a intervenire nel dibattito pubblico con analisi e pubblicazioni dedicate alla politica e agli equilibri internazionali.
La sua scomparsa ha suscitato numerose reazioni nel mondo politico e giornalistico. In molti lo ricordano come una figura autorevole, capace di coniugare competenza e indipendenza di pensiero. Il presidente del Senato Ignazio La Russa lo ha definito “una persona perbene e un uomo di profonda cultura”, mentre altri esponenti istituzionali ne hanno sottolineato il valore umano e professionale, parlando di una perdita significativa per il giornalismo italiano.
Con Arditti scompare una voce capace di muoversi tra informazione e istituzioni, contribuendo per anni alla lettura dei fenomeni politici e sociali del Paese con lucidità e rigore.