Nel giorno simbolico del 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, la parola poetica torna protagonista anche alla Biennale di Milano, dove si celebra il talento contemporaneo con un riconoscimento significativo.

Tra le voci più apprezzate spicca quella della poetessa Giovanna Secondulfo, premiata per la sua silloge “Cenere e ciliegie”, vincitrice dell’XI Premio dell’Editoria Abruzzese. Un risultato che conferma la forza espressiva e la maturità artistica di un’autrice capace di coniugare radici e visione contemporanea.

Pubblicata da Daimon Edizioni, Cenere e ciliegie rappresenta la seconda raccolta poetica dell’autrice, originaria dell’area vesuviana ma attiva anche a Milano. L’opera si distingue per un intenso equilibrio simbolico tra opposti: la “cenere”, segno di ciò che si consuma e si dissolve, e le “ciliegie”, immagine di rinascita, vitalità e memoria .

Questa tensione tra fine e rinascita attraversa l’intera silloge, dando vita a una poesia intima e universale, in cui il ricordo personale si intreccia con una riflessione più ampia sull’esistenza. Non a caso, l’autrice ha già ottenuto diversi riconoscimenti e si è distinta nel panorama poetico contemporaneo per uno stile profondo e liricamente coerente .

Il premio ricevuto nell’ambito dell’editoria abruzzese valorizza non solo la qualità della scrittura, ma anche la capacità della poesia di restare uno spazio vivo di ricerca e di emozione. La presenza di Secondulfo alla Biennale milanese, in una giornata dedicata alla poesia a livello globale, assume così un significato ancora più forte: testimonia come la parola poetica continui a essere uno strumento attuale di connessione, identità e bellezza.

In un tempo segnato dalla velocità e dalla frammentazione, eventi come questo ricordano che la poesia resiste — e che, come nelle immagini evocate da Cenere e ciliegie, tra ciò che finisce e ciò che rinasce c’è sempre uno spazio fertile in cui la voce umana può ancora fiorire.