In “Febbraio”, Maria Assunta Oddi ci conduce nel cuore di un paesaggio invernale che, pur nella sua quiete cristallina, custodisce il miracolo inatteso della rinascita. Le prime viole che sbocciano tra le case silenziose diventano simbolo di fragilità e audacia, creature delicate che sfidano il gelo per annunciare una primavera ancora lontana. La poetessa osserva questo prodigio con stupore e trepidazione, trasformandolo in una riflessione sulla bellezza effimera, sull’innocenza esposta ai capricci del tempo e sul mistero della vita che insiste nel fiorire, anche quando tutto sembra ancora immobile. È una poesia che celebra la speranza e il coraggio delle cose piccole, la loro luce tenue capace di rischiarare il bianco dell’inverno.

 

Febbraio

 

Nel borgo tra le case silenziose

serrate nel biancore dell’alba

son sbocciate le prime viole.

Fruscianti al vento lieve di febbraio

come piume dorate sull’ala inquieta

fluttuano assetate d’azzurro.

Screziate di tenui colori sorridono

all’aria tornata serena al primo sole.

M’affanna il pensiero che una sferzata

improvvisa di gelo nella sera di cristallo

possa strappare dal loro fragile cuore

la gioia dell’innocenza.

Oh fiori nel tempo sbagliato

quale il mistero del vostro fugace sbocciare!

Annunciate magia di primavera

sul verde fresco di una nuova vita

appena nata tra la neve.

 

Luco dei Marsi 01-02-2026     Maria Assunta Oddi