Anche quest’anno, il 2 febbraio rinnova uno dei riti più antichi e simbolici della tradizione cristiana. La Candelora è la festa della Presentazione di Gesù al Tempio e della Purificazione di Maria, quaranta giorni dopo il Natale. Quando l’inverno comincia a cedere il passo alla primavera il vecchio Simeone riconosce nel Bambino “la luce per illuminare le genti”. Proprio la luce delle candele accese e benedette si fa segno di protezione e speranza.
In questa lirica la scrittrice Maria Assunta Oddi attraverso versi delicati e luminosi crea un’atmosfera mistica ed esalta, nella sublimazione dell’essere donna, la maternità che si fa simbolo dell’amore di Dio per ogni creatura.
Candelora
All’alba una mamma sulla via
con in braccio il suo bambino
avvolto nell’azzurro del manto
si reca al tempio dove il vento
che alita sul volo di colombo
si fa preghiera di redenzione.
Stringendo al seno divina tenerezza
è per tutti indulgenza nella carezza
che dal cielo scende dolcemente
come acqua dai boschi corrente.
Povera e piccola creatura
ad ogni cosa ha dato natura
con amore immenso e vita eterna.
Materno pensiero dell’infante dormiente
s’accende come stella in un sorriso
di bianco fiorito come Paradiso.
Cantano al suo passaggio gli uccelli
e tra l’erba rinata rose e gigli si fan belli
di mille colori e fragranze di profumi.
Quando sulla fiamma delle candele i lumi
accendono nella fede le antiche profezie
dei salmi scende sulle genti la sua luce
per portare in ogni contrada la pace.
Luco dei Marsi, 02-01-2026 – Maria Assunta Oddi