«Nessuno può impedirmi di tornare a casa, nemmeno gli dei». È la sfida di Ulisse contro il destino ed è anche il cuore della nuova, monumentale impresa cinematografica di Christopher Nolan, che con la sua Odissea porta sul grande schermo uno dei racconti fondativi della cultura occidentale.

Per il regista britannico, il poema attribuito a Omero è molto più di un classico antico: è la storia che contiene tutte le altre storie. Nolan riconosce infatti l’eco dell’Odissea anche nelle opere che hanno segnato la sua carriera, da Interstellar alla trilogia del Cavaliere oscuro, fino a Inception. Il viaggio di Ulisse è ritorno a casa e passaggio all’età adulta, ma anche amore, morte, perdita e guerra: temi universali che spiegano perché questo racconto continui ad affascinare l’umanità dopo tremila anni.

Al centro del film c’è Matt Damon, chiamato a vestire i panni di Ulisse, il re di Itaca che, terminata la guerra di Troia, affronta un viaggio lungo e pericoloso per tornare dalla moglie Penelope e dal figlio Telemaco. Sulla sua strada incontrerà alcune delle figure più celebri del mito: il ciclope Polifemo, le Sirene, Circe e Calipso.

Accanto a Damon, un cast di straordinario richiamo internazionale che comprende Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya, Lupita Nyong’o e Charlize Theron. Un insieme di star chiamato a dare volto a un universo popolato da uomini, dei e creature leggendarie.

L’Odissea di Nolan è anche un’impresa produttiva senza precedenti. Con un budget stimato di circa 250 milioni di dollari, è il film più costoso mai realizzato dal regista ed è stato girato interamente con cineprese IMAX, utilizzando oltre 610 chilometri di pellicola da 70 millimetri. Le riprese hanno attraversato diversi Paesi, dal Marocco alla Grecia, dall’Islanda alla Scozia, arrivando anche in Italia, con set alle isole Eolie e a Favignana.

Ancora una volta Nolan sceglie di spingere al limite le possibilità del cinema spettacolare e della tecnologia, senza rinunciare alla concretezza delle immagini. Per dare vita a Polifemo, ad esempio, è stato utilizzato un gigantesco animatrone alto circa sei metri, privilegiando la presenza fisica sul set rispetto alla completa ricostruzione digitale.

Ma al di là dei numeri da record e della potenza visiva, al centro resta il viaggio dell’uomo. Ulisse attraversa mari, affronta mostri, sfida gli dei e perde i suoi compagni, ma continua a inseguire un unico obiettivo: tornare a casa. È proprio questa tensione universale, secondo Nolan, ad aver reso l’Odissea immortale e capace di riaffiorare continuamente nelle storie raccontate dall’umanità.

Dopo Oppenheimer, che nel 2024 gli ha consegnato l’Oscar per la miglior regia, Christopher Nolan affronta dunque la sua sfida forse più ambiziosa: trasformare il poema di Omero in un’esperienza cinematografica contemporanea e monumentale.

L’Odissea arriverà nelle sale italiane il 16 luglio 2026, un giorno prima dell’uscita negli Stati Uniti. Un appuntamento tra i più attesi dell’anno, per scoprire come uno dei registi più influenti del cinema contemporaneo abbia reinterpretato quella che lui stesso considera, in sostanza, la madre di tutte le storie.