
Ed è già primavera!
Sul torpore del dolore
di creature in bilico
nelle trincee del mondo
s’arrende la speranza.
Il riflesso di un raggio di sole
dentro il concavo cielo del fosso
è filo spinato di pene.
Il silenzio attonito soffoca
il pianto delle madri
sotto le croci muto strazio.
Tra i rami irti delle siepi
anche il pettirosso tace.
Ed è già primavera!
Arano le cieche bombe
senza tregua l’arida zolla.
Sola brilla l’onda dei papaveri
dolce tenerezza d’aurora
al biancore fumoso della nebbia.
Solo al sussurro del vento
impigliato nella trama di sangue
tra le rosse corolle in delirio
il canto fraterno del poeta
è desiderio di pace.
Ed è già primavera!