
POMIGLIANO D’ARCO – «Il FLIP non va via da Pomigliano perché ha perso. Va via perché non si è piegato». È con queste parole che gli organizzatori del Festival della Letteratura Indipendente hanno annunciato una decisione destinata a far discutere: l’edizione di settembre 2026 non si svolgerà più nella città in cui la manifestazione è nata e cresciuta, ma a Casalnuovo di Napoli. Alla base dello strappo, secondo la ricostruzione degli organizzatori, un aut aut ricevuto dall’amministrazione comunale: cancellare un nome dal festival oppure rinunciare a fondi, spazi e sostegno del Comune.
Il FLIP, nato nel 2021 dall’incontro tra Maria Carmela Polisi, della libreria Mio nonno è Michelangelo, Ciro Marino, della Wojtek Libreria, e Fabio D’Angelo, del blog Una banda di cefali, è diventato negli anni un appuntamento dedicato alla letteratura e all’editoria indipendente, con la direzione artistica di Eduardo Savarese.
L’edizione principale del 2026 è in programma dal 3 al 6 settembre. Ma questa volta il festival dovrà cambiare casa.
L’aut aut denunciato dagli organizzatori
A rendere pubblica la rottura sono stati gli stessi promotori del FLIP, che il 31 luglio hanno denunciato di essere stati posti davanti a una scelta che hanno giudicato incompatibile con l’autonomia della manifestazione.
Secondo gli organizzatori, sarebbe stato chiesto di eliminare dal programma un nome, pena la rinuncia ai fondi, agli spazi e alla possibilità di realizzare il festival a Pomigliano d’Arco. La richiesta, sostengono, sarebbe stata determinata da un’«ostilità personale» del sindaco Raffaele Russo nei confronti di uno dei fondatori della manifestazione.
Il nome non era stato indicato nella prima nota del FLIP. Successivamente diverse ricostruzioni giornalistiche hanno identificato la persona al centro dello scontro in Maria Carmela Polisi, libraia e tra le fondatrici del festival.
Gli organizzatori hanno scelto di non accettare la condizione e di trasferire l’intera manifestazione.
«E noi non obbediremo», è la posizione espressa dal FLIP. Da qui la decisione di rivolgersi alla vicina Casalnuovo di Napoli, dove il festival ha trovato la disponibilità dell’amministrazione comunale ad accoglierlo.
Casalnuovo apre le porte al festival
A Casalnuovo il FLIP si svolgerà regolarmente dal 3 al 6 settembre. Il sindaco Giovanni Nappi ha definito «un autentico privilegio» la possibilità di ospitare una manifestazione che negli anni ha coinvolto scrittori, editori, librai, associazioni, giovani e lettori. L’amministrazione ha annunciato la disponibilità a mettere a disposizione spazi e supporto per consentire lo svolgimento dell’evento.
Per il FLIP si tratta di un trasferimento particolarmente significativo, perché Pomigliano non era semplicemente la sede della manifestazione: era parte della sua stessa identità. Il nome ufficiale è infatti Festival della Letteratura Indipendente di Pomigliano d’Arco e proprio nel territorio pomiglianese la rassegna ha costruito negli anni la propria comunità.
La replica del sindaco Russo
Alla denuncia degli organizzatori ha risposto il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo, fornendo una lettura differente della vicenda.
Il primo cittadino ha ricordato che l’amministrazione comunale ha sostenuto il FLIP negli ultimi tre anni con contributi complessivi per circa 100mila euro, sottolineando di aver incrementato anche i finanziamenti destinati all’edizione dedicata alla poesia.
Russo respinge inoltre l’idea di un’ingerenza politica sulla cultura. Secondo il sindaco, l’amministrazione avrebbe assunto una posizione nei confronti di un soggetto che avrebbe utilizzato alcuni principi costituzionali per finalità personali e politiche. Il primo cittadino sostiene che la cultura debba essere luogo di confronto e crescita e non diventare terreno di propaganda o di battaglie personali.
Due ricostruzioni, dunque, nettamente contrapposte: da una parte gli organizzatori denunciano una pressione incompatibile con la libertà del festival; dall’altra il sindaco rivendica la legittimità della posizione dell’amministrazione e respinge le accuse.
«Va via perché non si è piegato»
Al di là dello scontro politico e istituzionale, il FLIP ha scelto di trasformare il trasferimento in una dichiarazione sulla propria indipendenza.
Il festival si farà, ma fuori dalla città che gli ha dato i natali. E la frase scelta dagli organizzatori sintetizza il significato che intendono attribuire alla decisione: «Il FLIP non va via da Pomigliano perché ha perso. Va via perché non si è piegato».
Dal 3 al 6 settembre, dunque, la letteratura indipendente del FLIP troverà casa a Casalnuovo di Napoli. Una scelta nata da una frattura che ha acceso un confronto più ampio sul rapporto tra sostegno pubblico, autonomia culturale e libertà delle realtà che organizzano e producono cultura.