di Maria Assunta Oddi

 

La sera della Vigilia di Natale era abitudine, e per molti lo è ancora, che i bambini in piedi sulla sedia recitassero a memoria una poesia per augurare ai familiari riuniti un Felice Natale.

Un momento solenne che restituiva alla parola poetica il significato primordiale: percepire cose e sensazioni esprimendole, tramite la voce dell’infanzia, nel modo più naturale ed immediato.

Quanta commozione nell’ incedere talvolta incespicato sul discorrere incerto dei piccoli!

Eppure in quei semplici versi calava il messaggio dell’incarnazione del Dio fatto bambino.

In un mondo come il nostro che, non avendo più cura del bambino sembra non interessarsi del suo futuro, auguro a tutti di fare del Natale un tempo di ascolto di parole autentiche capaci di avvicinare gli uni agli altri, coi sentimenti gentili e nobili dell’innocenza, al mistero dell’amore.

 

Il messaggio del Natale in una filastrocca di Maria Assunta Oddi

 

Quando  l’ultimo raggio della stella

disciolto nella nebbia,

si stempera piano

su altipiani di muschio,

mi sembra d’udire

la voce bionda

di angeli in coro.

 

Il cielo che da millenni

in questa notte torna a sorridere

d’incenso  e oro, riscalda

il vagito di un bimbo divino.

 

L’alba porterà la novella

dell’amore a tutti gli uomini

di buona volontà.