di Giorgia Spurio
Ylenia Vesperini, giovane poetessa nata a Rieti e che si divide tra Roma e la regione Marche, ci offre l’autenticità di un linguaggio autentico, viscerale e libero della sua poesia.
Il libro KOMOREBI-RIFLESSI DI LUCE E CONSAPEVOLEZZA, pubblicato da PeQuod, è come un diario che riporta un codice o un segreto ad ogni pagina, a partire dai titoli: nomi mitologici, termini giapponesi, nomi di costellazioni.
“Io ti chiamerò,
con quello stesso nome con cui io ti ho sempre conosciuto
quello che gli altri non hanno mai saputo pronunciare
quello che gli altri hanno paura di farci i conti
che si sentono nudi altrimenti.
E ti chiamerò ancora
e ancora…
Ti chiamerò
ancora
semplicemente,
Speranza.”
L’autrice riesce con la parola a creare veri e propri dipinti. Attraverso le analogie ci spinge a riflettere sulla condizione umana a livello individuale e collettivo.
Il suo verso è asciutto, senza fronzoli, schietto e tagliente.
Molto presente è la figura femminile sottoforma di dea, di speranza, di mito.
Il titolo di una poesia è ELEUTEROMANIA, per me è diventato EVA.
“Eva
non sei stata mai niente
di speciale.
Dev’essere stato così per forza,
perché lo scrissero spesso
nei titoli di coda dello stesso film senza manifesto.
Occhi marroni, labbra normali, intenti comuni
a quelli soffocati nei libri
che si sfogliano sulle ginocchia d’inverno.
A scuola non ti hanno mai insegnato ad essere importante
in casa non ti hanno preparato a riconoscere
le sfumature del sole
a porgere l’orecchio a sentire cosa vuoi essere
e ti hanno detto di passare la vita a intessere tele
come Penelope
per non andare in nessuno dei luoghi felici
dove la tua anima vuole dimorare”.
Un urlo silenzioso, un lieve grido, che arriva dritto, preciso nel suo obiettivo di resilienza.
Poi ci sono le poesie magiche, quelle che parlano sottovoce della meraviglia delle piccole cose, dello stupore della natura.
Come KOMOREBI
“Adagio,
un indizio di alba si posa
su una timida figlia di larice
foglia d’un piccolo mondo,
che s’avvia a vedere nel bagliore del sole.
…
Calmo s’assiepa il luccichio dei riflessi
sui rami che lieti ne accolgono i tratti
come esperti pittori di vecchia scuola
donanti ad ogni ombra un cuore di luce.”
O come VEGLIA
“Lenta la neve
cade, cade, cade
sopra un bocciolo
dondola e si siede
fino a coprir di latte ogni stelo
di cui più nulla ormai si intravede.
Timido il fiocco
danza, danza, danza
sopra rami di larici e ontani…”
Forse è proprio lì che si rintana la felicità, nell’angolino delle PICCOLE COSE:
“C’era della magia
nell’alba di stamattina
c’era la speranza vivida
della serenità sul profilo della madia
come fosse una cosa tenera tenera
che ricorda l’aria di casa.
C’era il caffè sul tavolo
il suo fumo denso dentro allo spirito
c’era tutta la gratitudine per ogni respiro
per ogni germoglio di fiore
come una coccola al vento pingue di semi e sole”.
E all’improvviso l’anima è in pace, in sintonia con se stessa, con gli elementi attorno, e a immortalare questo momento, l’unica ad avere questo potere è la Poesia e Ylenia Vesperini ben riesce a plasmarne la meraviglia attraverso le parole del verso poetico.