L’alba è un inno alla rinascita, un attraversamento poetico che trasfigura il primo chiarore del giorno in esperienza interiore. L’immagine iniziale nella poesia di Maria Assunta Oddi – l’aria che si inerpica su un’ondata d’oro fino alla “gialla peonia dell’alba” – apre a una dimensione sospesa, in cui il tempo si dilata e l’anima si lascia invadere da un sogno nuovo.

Il componimento si muove tra memoria e rivelazione, intrecciando simboli di innocenza e smarrimento – il fanciullo, il gioco, lo spazio liminale tra cielo e terra – fino a culminare nella potente figura del “novello Lazzaro”, emblema di una rinascita quotidiana e necessaria.

La valle, spalancata alla luce, diventa luogo di tensione tra disperazione e speranza, mentre il mandorlo in fiore, fragile e prezioso, si offre come segno tangibile di un impegno: continuare a scrivere versi d’amore, “intinti nel sole”, come atto di resistenza e di dedizione.

Una poesia che trasforma l’alba in promessa, e la parola in gesto salvifico.

 

 

L’alba

 

S’inerpica su un’ondata d’oro l’aria

alla gialla peonia dell’alba.

Un sogno nuovo invade l’anima

nel silenzio che abbraccia stupore

d’innocente fanciullo nel gioco

smarrito tra cielo e terra.

Novello Lazzaro rinasce nel

giorno del tempo che dura.

La valle spalancata alla luce

si fa disperazione e speranza.

Il fiore del mandorlo aperto

sulle mie dita come prezioso

gioiello di ametista è pegno:

scrivere sempre un verso d’amore

intinto nel sole per te.

 

Maria Assunta Oddi