L’Italia ha acquisito l’opera Ecce Homo di Antonello da Messina, uno dei pochi dipinti del celebre maestro siciliano ancora nelle mani di collezionisti privati, e lo ha riportato nel patrimonio culturale nazionale. La notizia è stata diffusa dalla Fondazione Federico Zeri di Bologna, che ha annunciato sui social come l’opera sia ora “proprietà dello Stato italiano”.
Il quadro, realizzato su tavola e databile ai primi anni del Quattrocento, era in procinto di essere venduto all’asta negli Stati Uniti presso la casa d’aste Sotheby’s, con una stima compresa tra i 10 e i 15 milioni di dollari. Secondo fonti giornalistiche, il Ministero della Cultura ha finalizzato l’acquisizione con un investimento di circa 14,9 milioni di dollari (circa 11 milioni di euro).
Il dipinto è di particolare valore non solo per la sua rarità — il corpus di Antonello da Messina è molto esiguo e le sue opere si trovano quasi tutte in musei — ma anche per il suo carattere doppio: sul retro della tavola è raffigurato San Girolamo nel deserto, oggi molto consumato dal contatto diretto dei fedeli nel corso del tempo.
L’opera è considerata un capolavoro precoce del maestro e sarà molto probabilmente destinata all’esposizione al Museo di Capodimonte. Questo museo è ritenuto una sede particolarmente coerente per ospitare il dipinto, data la relazione storica e artistica tra Antonello e la città di Napoli.