Il 5 novembre 1942 nasceva a Sassuolo Pierangelo Bertoli, una delle voci più autentiche e coraggiose della canzone d’autore italiana. Cantautore, poeta e uomo di grande umanità, Bertoli ha saputo raccontare con semplicità e verità le storie della gente comune, i valori della libertà e della dignità, l’amore e l’impegno civile.

Brani come “A muso duro”, “Pescatore”, “Eppure soffia” e “Spunta la luna dal monte” restano pietre miliari della musica italiana, inni di coerenza e resistenza morale. Nonostante le difficoltà dovute alla disabilità, Bertoli ha sempre camminato “a muso duro”, diventando simbolo di integrità e passione.

Per celebrare la ricorrenza, abbiamo chiesto al regista e sceneggiatore Federico Del Monaco di condividere con noi la sua Lettera per Bertoli, testo che apre “Eppure soffia – La poesia nella musica italiana”, primo volume dedicato alla scuola genovese e intitolato “Accadde a Genova e qualcuno si stupì”. L’opera si apre proprio con la “Lettera a Bertoli”, un omaggio intenso e poetico a chi ha saputo dare voce, con sincerità e coraggio, al popolo e alle sue emozioni.

Lettera a Bertoli – Incipit di Eppure Soffia Vol. 1

 

Per scrivere un poema, un bel po’ di tempo fa, qualcuno si rivolgeva ad un dio, ad una musa… Oggi noi, per questa piccola trasmissione di sentimenti, ci rivolgiamo a quello che hai lasciato, signor Bertoli.
Già lo vedo l’imbarazzo, lo sguardo che sfugge invano la timidezza davanti ad un complimento, un attestato di stima, un plateale consenso.
Allora, per non darti troppo fastidio, l’omaggio a te lo faremo a modo tuo.
A muso duro, senza fronzoli.

Ma cosa hai combinato?
Hai lottato, ti sei battuto perché volevi un mondo migliore…
… dovresti scusarti per aver attinto alla poesia per esser più chiaro negli attacchi, la voglia di pace, le visioni d’amore.

Con quale diritto hai cercato di entrare nella nostra coscienza, riuscendo perfino a conquistare qualcuno che il voto lo dava alla destra?
Perché si sa, gli uomini veri fanno le scelte, sono liberi, possono anche sbagliare ma non si turano il naso se sentono la puzza, non guardano dall’altra parte, se c’è da puntar gli occhi, e poi che sia qual che sia…

… e si può esser diversi in tutto…
… e fratelli in quel che conta.

Quindi, caro Bertoli, dovresti proprio vergognarti di aver lasciato e oltrepassato il segno!

Si sa che qui si scherza, a modo tuo, che per dire che una cosa ti piaceva eri capace di dire il contrario, solo per il gusto di cifrare un messaggio, per fare quadrato con chi merita, con chi è attento, con chi vuole stare insieme a chi vuole capire, sperando nel conto finale d’esser sempre in tanti, d’esser stretti, che somiglia tanto ad esser uniti.

Grazie davvero, della tua passione, della tua ironia, della voglia di puntualizzare e prendere in giro, che noi qui, candidamente, abbiamo cercato di far anche nostra.

Il vento soffia ancora e oggi, signore e signori, cara gente benpensante e di malaffare.
Come in ogni tempo si può scegliere se seguire la corrente o fare opposizione ma inseguire giustizia, dignità e coerenza fa tutta la differenza.

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