
DURBAN – La poesia italiana vola in Sudafrica per la trentesima edizione di Poetry Africa, il festival internazionale dedicato alla poesia e alla parola performativa in programma a Durban dal 5 al 10 ottobre 2026. La manifestazione è curata dal Centre for Creative Arts dell’Università del KwaZulu-Natal e vede la partecipazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria.
A rappresentare l’Italia sarà Ubah Cristina Ali Farah, poetessa, romanziera, drammaturga, librettista e performer orale italo-somala. Nata in Italia da padre somalo e madre italiana e cresciuta a Mogadiscio, dove ha frequentato una scuola italiana fino allo scoppio della guerra civile nel 1991, Ali Farah ha costruito un percorso letterario profondamente legato ai temi dell’identità, delle migrazioni e dell’incontro tra culture. Tra i suoi romanzi figurano Madre piccola, Il comandante del fiume e Le stazioni della luna. Dopo Poetry Africa sarà inoltre protagonista di una serie di incontri tra Johannesburg e Città del Capo.
La trentesima edizione conferma la vocazione internazionale di Poetry Africa, nato nel 1997 e diventato negli anni uno degli appuntamenti poetici più longevi del continente africano. Performance, incontri, laboratori, confronti professionali e poetry slam costruiscono un programma nel quale la poesia viene proposta non soltanto come espressione artistica, ma anche come strumento di riflessione sui cambiamenti della società.
Particolarmente significativa sarà anche la presenza italiana al World Poetry Slam Championship 2026, ospitato nell’ambito del festival. A rappresentare il nostro Paese sarà Gabriele Ratano, attore e poeta performativo romano, campione italiano di Poetry Slam 2025 e, nello stesso anno, terzo classificato al Campionato europeo di Poetry Slam di Berlino.
L’edizione del trentennale si sviluppa attorno al tema “Every Word a Street, Every Voice a City” e si inserisce in un anno denso di ricorrenze per il Sudafrica: cinquant’anni dalla rivolta studentesca di Soweto del 1976 e trent’anni dalle prime udienze pubbliche della Truth and Reconciliation Commission e dall’adozione della Costituzione sudafricana del 1996. Il festival mette così al centro parole, memoria, libertà di espressione e diritto alla voce.
Un palcoscenico internazionale nel quale, per il trentesimo compleanno di Poetry Africa, anche la poesia italiana contribuirà al dialogo tra lingue, culture e differenti modi di portare la parola dalla pagina alla voce.