di Giorgia Spurio

MACULA E ALTRE POESIE, raccolta poetica di Matteo Piergigli uscita per Polissena Fiabe e Poesie, è una silloge che ruota attorno al concetto di Macchia. In che senso?

La vita può essere vista a colori oppure seguiamo una scia monocromatica.
C’è un colore, appunto una macchia, che si ripete nei versi e si tratta di un colore scuro, quello del buio, della notte, dell’ombra, che può offuscare o del tutto oscurare la nostra visione delle cose ma può essere anche l’angolo nel quale paradossalmente ci sentiamo sicuri.
Il mondo umano è fatto di relazioni. Di nuove conoscenze o di rotture che possono essere indelebili come le cicatrici o come gli oggetti che ci ricordano quella persona.
A volte ci chiediamo come sia possibile che da tanto amore e affetto possa nascere l’odio o l’indifferenza.
I versi dell’autore ci trascina nel suo mondo:
“i miei occhi 
le fate prendono 
il sonno, la macchia
dialoga il taglio 
affamato di lama
più brucia il bacio
che scolora”.
La fragilità dell’animo umano si vergogna, si difende.
L’autore è rimasto impressionato dal Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria e a queste storie dedica i suoi versi.
Ci affezioniamo alle persone, ci affezioniamo ai profumi, ci affezioniamo alle cose.
E così le persone possono andarsene, ma gli oggetti rimangono come segno di nostalgia, di rabbia o di mancanza.
Infine ci sono le poesie nonsense dedicate ai cartoni animati, emblemi della nostra infanzia e che nei versi diventano al contrario metafore della monotonia del mondo adulto che ha dimenticato purtroppo la spensieratezza, la magia e la fantasia.