Film del 2026 in programmazione nel periodo di marzo-aprile, “Cena di classe” è una pellicola che si presenta, ad uno sguardo distratto, come il solito contenitore di attori perennemente emergenti in una commedia composta da sketch mal assemblati e una recitazione poco naturale. Niente di più lontano dalla realtà. Francesco Mandelli è al suo sesto film e mette in campo sensibilità, esperienza e capacità riuscendo ad ottenere una narrazione leggera, mai scontata con un profondo elefante nella stanza trattato con originalità: cosa rimane dei sogni della gioventù quando si approda all’età della maturazione?

A cosa si deve la riuscita di questo film?
Per rispondere a questa domanda è necessario sfidare il maestro Alfred Hitchcock. Secondo una celebre frase a lui attribuita “Per fare un grande film servono tre cose: sceneggiatura, sceneggiatura e sceneggiatura”. Ne “La cena di classe” la sceneggiatura riesce a realizzare il sogno proibito e incompiuto di molti scrittori: realizzare un film partendo da una canzone. Quindi esiste una canzone che ha lo stesso titolo del film, ed ovviamente è il contrario, è anche famosa ed è dei Pinguini tattici nucleari, un gruppo che nasce dall’esperienza indie per divenire di fama nazionale grazie al festival di Sanremo, che ogni tanto qualcosa di buono riesce a farla. Dall’album “Fake news”, quello di “Rubami la notte”, del 2022, l’ultima track è “Cena di classe” dove vengono citati, nomi, cognomi e dettagli di un gruppo di ex compagni di scuola che annualmente si incontra nel ristorante Perla di mare. Ogni elemento narrativo del testo compare nel film, incluso il ristorantino fatiscente, e il tema musicale principale prende l’impronta della canzone. Tutte le altre musiche sono composte, arrangiate e citate direttamente dalla produzione dei Pinguini tattici nucleari. Inoltre, nella scrittura della sceneggiatura ci sono le mani di alcuni degli attori del film e questo rende la loro recitazione decisamente realistica, naturale, come sempre avviene quando si crea un abito su misura, apportando le opportune correzioni per farlo ben aderire alla figura. Il cast è ispirato e si respira un’atmosfera trascinante, merito di tutti questi motivi.
Va da sé, quindi, che gli attori siano tutti molto bravi, privi di stonature, costruiti in modo da poter familiarizzare con alcuni e discostarsi da altri, proprio come in una vera classe del liceo. Tutti bravi e menzioni speciali per Andrea Pisani, Herbert Ballerina e nei cameo Ninni Bruschetta.
Una struttura così ben organizzata poi genera effetti collaterali positivi: anche chi non conosce la canzone incontra un film che presenta tutte le caratteristiche armoniche funzionanti e riesce a immergersi nel microcosmo di questi anti-eroi che non sono difettati, sono veri e quindi composti da forze e debolezze.
La tecnica registica, che gioca con il tempo e diversi sistemi di ripresa video, nonché di molti effetti più o meno visibili tipici di una mano che sa dirigere, arricchiscono il ritmo narrativo salvando la sequenza degli eventi da quella rigidità a blocchi che troppo spesso si vede, soprattutto ultimamente, anche il film che sulla carta partono come più quotati. Qui tutto è fluido e il tempo scorre velocemente, come da manuale, con una storia che parte in un modo e che entro la famosa mezz’ora cambia e punta diretta al fulcro del racconto.

I confronti con celebri predecessori
Esistono film ispirati da canzoni ma, soprattutto in Italia, questi sono sempre stati un preteso che non aderiva dalla fonte ispiratrice. Spingendoci fino agli anni 50 possiamo incontrare i musicarelli, film fatti per pubblicizzare le canzoni, antesignani dei videoclip, ma nonostante avessero come fulcro la canzone necessariamente uscivano da questa per avere una narrazione che potesse reggere per un intero film. Questo problema è stato lo stesso del film “Mamma mia” che si è ritrovato a dover “raccontare qualcosa” che la canzone non aveva né suggeriva. Cena di classe ha la canzone perfetta per diventare il film che, spero andiate a vedere o recuperare.
Infine, perché se non si vive di solo social eppur di social qualche volta si vive, ho letto più volte il confronto con il celebre Compagni di scuola di Carlo Verdone. Adoro il regista romano e anche quel film ma non ho nessuna difficoltà a rivelare dei tratti maggiormente positivi nel lavoro di Mandelli. Non si dovrebbero confrontare film soprattutto se di epoche diverse ma questo, penso con una gran dose di oggettività, è un film che non lascia l’amaro in bocca e presenta personaggi reali e non eccessivamente caricaturali, come nel fortunato lavoro del grande Carlo.
È presente un forte omaggio alla trilogia statunitense “Una notte da Leoni”.
Quindi, se preferite un cinema che cerca di discostarsi dalla finzione, triste nella profondità dei temi ma allegro e lisergico nella messa in scena, questa “Cena di classe” è proprio da non perdere.