di Giorgia Spurio 

RELIQUIE DI SPIRITO è l’opera prima della giovanissima autrice Elena Poletti, anno 2004.
Poletti studia Lettere e ama la letteratura e l’arte. La silloge è stata pubblicata da Giaconi Editore.

L’autrice descrive la poesia come il sicuro porto delle nostre anime e ogni verso ne è proprio un frammento.
Le liriche sono tante manifestazioni di noi stessi e la poesia è la nostra cura, la nostra salvezza.
La raccolta è divisa in cinque macro argomenti: Enantiodromia, Il Mondo e il Sipario, L’infanzia ritrovata, L’amore, La natura delle cose.
Molto interessante è il primo capitolo ispirato dalla filosofia di Eraclito secondo cui l’Essere È perché esistono gli Opposti, teoria ripresa da Jung nello spiegare la fragilità della psiche umana che ha bisogno dell’equilibrio proprio tra le “due parti opposte”, cioè Conscio e Inconscio. In Cina ci parlerebbero del concetto dello Yin e dello Yang, le due forze complementari e interdipendenti che compongono la dualità dell’universo.
Jung poi aggiunge che realizziamo noi stessi in un processo di completamento del nostro Sé attraverso gli Archetipi (modelli universali) e i Complessi (frammenti psichici autonomi).
Con questa chiave di lettura mi sono inoltrata tra i versi di Elena Poletti.
La lirica di apertura è una prima immersione nel mondo poetico offerto dal libro.
“Frammenti della mia anima
immersi nelle parole.
Se fosse possibile cercarli altrove
li troverei
immersi in quella nebbia d’inverno…
La poesia
altro non è
che un portale per l’anima.
E le parole?
Reliquie di spirito,
abrasione del cuore,
una gabbia aperta per la mente.
E se cercassero di chiudermela nuovamente?
Ricomincerei a ricomporre la mia interezza
ancora una volta.”
Elena Poletti dà la definizione:
“La mia arte è enantiodromica:
dalla fine al principio,
dall’Apocalisse all’eterno”
E così i fantasmi dentro al sé hanno via libera, per “dare vita al marmo”.
Dalla tempesta alla creazione perché l’arte “illumina l’alba”.
Con i frammenti della nostra anima, con i fantasmi della nostra vita, con la pesantezza del mondo spietato, ci portiamo un bel fardello fin dalla nascita.
Abbiamo bisogno di leggerezza, di “un sogno affisso ad una nuvola”.
“Eterno è invece 
un sogno affisso 
dove nessuno 
può avere il piacere 
di appesantirlo”.
Abbiamo bisogno di riscatto. Noto così tra i suoi versi lo stesso messaggio di quelli del L’ ALBATRO di Baudelaire.
“Il mio spirito mette le ali, 
non gli importa di quando era deriso 
per strisciare a terra:
adesso ha imparato a volare.”
È denunciata l’umanità per la sua indifferenza, è lodata l’umanità se ricorda di se stessa.
“Quanto sarebbe bello 
vivere senza più 
volgere lo sguardo 
lontano da quelli altrui, 
indignati giudicatori 
che ignorano l’insostenibile 
caducità dell’essere…
Allora sii un giardiniere:
coltiva la tua anima.”
Siamo Ulisse, inesperti ma desiderosi… Abbiamo voglia di non fermarci, di andare avanti, di esplorare nuovi mari, di vivere la nostra vita.
Poi c’è l’amore, quel tema che porta con sé fascino e dolore. L’amore è il re delle contraddizioni. È l’autentico figlio degli opposti.
Ha con sé la novità e la felicità, l’euforia e la passione, la tenerezza e la protezione, la fine e il dolore, la nostalgia e il ricordo, il rancore e il rammarico.
“E io
 ancora sono legata 
al tuo caldo collo, 
se sogno lo sento mio
e ci appoggio il viso 
ogni singolo giorno “. 
Sicuramente il libro sa attrarre fin dai primi versi e ci porta a riflettere sul Noi come Frammenti e sul Noi come Universo, su quell’Umanità a cui apparteniamo e che ci appartiene… Ma dobbiamo ricordarcelo.
Dobbiamo sforzarci a non cadere nell’oblio e questa forza può offrircela l’Arte con la sua Poesia.