Oggi si è spenta Mirka Di Biase, attivista dell’Associazione Auser Marsica e SPI-CGIL Abruzzo Molise, da sempre impegnata nel sociale coll’intento di rinnovare e coniugare con la modernità i bisogni basilari del vivere nel rispetto dei diritti del cittadino.
Asmerinda, amata consorte del poeta Romolo Liberale, soprannominata Mirka per i suoi trascorsi politici come partigiana di Raiano, ha sempre conservato la grazia dei sentimenti. Facendo degli affetti corrispondenza etica, nella figliolanza spirituale, è sempre riuscita a creare “una casa” dove tutti, al di là del censo, dell’etnia e della religione potessero sentirsi fratelli.
Con Romolo si erano conosciuti appena adolescenti. Lui sindacalista affascinato dagli ideali espressi dalla letteratura siloniana, lei una ragazza pratica avvezza fin da piccola al rigore del dopoguerra. Tuttavia le differenze nell’approccio esteriore non ostacolarono la condivisione di un unico progetto esistenziale: lottare per un avvenire liberato dall’ingiustizia. Entrambi i coniugi, pur adoperandosi durante l’epoca delle lotte agrarie per affrancare i contadini del Fucino dalla miseria, perseverarono il sogno di un mondo migliore anche al di là dello spazio e del tempo come monito per i giovani. Il loro sodalizio intellettuale e politico, tuttavia, fu sempre illuminato dall’amore nel primordiale ruolo affettivo.
Quale tributo più consono a salutare Mirka se non il canto del suo consorte?
Una lirica tratta dalla silloge “l’amore, la vita e la speranza” a lei dedicata si fa omaggio che spalanca le porte del cuore alle stagioni della vita per accogliere l’amata nella eterna sinfonia di tutto ciò che è passato, presente e futuro: “vivendo la sera come l’alba”.
A Mirka
Se è vero che le aurore e i tramonti
aprono e chiudono la parabola del giorno
Se è vero che la carezza della rugiada
dà splendore di grazia alla rosa del giardino
Se è vero che le nubi irrorano la terra
perché la terra restituisca fiori e profumi
Se è vero che dentro le parole quotidiane
c’è l’essenza di quel che ognuno è fatto
Se è vero che la primavera figlia l’estate
e l’estate l’autunno e l’autunno l’inverno
Se è vero che il dolce del miele
è un inno alla sapiente fatica delle api
Se è vero che sono il gesto e il pensiero
a disegnare il tempo dell’uomo
Se è vero che non v’è uragano senza sereno
e non v’è dolore senza fioritura di speranze
E’ anche vero che tu sei vera e chiara
come i giorni e le cose che ti fecero
E’ anche vero che i tuoi teneri passi
entrarono presto per sentieri anelanti chiarori
E’ anche vero che amasti utopie e ribellioni
per dare alle ore il colore dei tuoi pensieri
E’ anche vero che il rosso dei tuoi sogni
ancora agita le bandiere dei dimenticati
in nome dei quali continua il nostro cammino
nei perigliosi turbinii della storia.
È anche vero che insieme con parole senza polvere
nella limpidezza dell’idea e nel fiume della vita
oggi e sempre e vivendo la sera come l’alba
continuo a farti mia con nomi alti
che sanno d’antico e d’infinito
amica compagna sposa madre
da scrivere con colori d’arcobaleno
su un filo d’erba
sulle ali di una rondine
sulla vetta di un monte
su un raggio di sole.
(Romolo Liberale)
Luco dei Marsi 24-02-2026 Maria Assunta Oddi