
L’AQUILA – Le irossa arrivano stasera all’Aquila, venerdì 10 luglio, tra i protagonisti della prima giornata dell’Orbeat Festival, la due giorni dedicata alla musica indipendente e alla sperimentazione artistica in programma al Piazzale Sandro Pertini, nell’area dell’ex Italtel, al Tecnopolo d’Abruzzo.
Per il pubblico aquilano sarà l’occasione di conoscere dal vivo il mondo sonoro di La mia stella aggressiva si nasconde nelle virgole e nei punti, secondo album della band torinese, pubblicato il 22 agosto 2025: un lavoro emotivo, inquieto, a tratti leggero e a tratti aggressivo, che segna una nuova maturità espressiva per il gruppo.
Nate a Torino nel 2022, le irossa hanno esordito con Satura, album pubblicato nel marzo 2024 e capace di superare i 250mila ascolti, aprendo alla band le porte di un’intensa attività dal vivo nelle principali città italiane e anche all’estero, tra Francia, Germania, Svizzera e Belgio.
Con il secondo lavoro il gruppo ha trovato un suono più coeso e personale, senza rinunciare alle sperimentazioni, alle ibridazioni e alle armonie dissonanti che già caratterizzavano l’esordio. Se in Satura le due voci, maschile e femminile, si cercavano e si alternavano, ne La mia stella aggressiva si nasconde nelle virgole e nei punti emerge un maggiore senso di unione e dialogo, seppure sempre precario e doloroso. Aggressività e riflessione diventano così i due poli intorno ai quali si sviluppano le dieci tracce del disco.
La musica delle irossa sfugge alle classificazioni rigide, muovendosi tra suggestioni post-punk, indie e art-rock. I testi, onirici ma al tempo stesso diretti, si intrecciano a sonorità ora ariose, ora dure e dissonanti, frutto di un processo creativo collettivo nel quale ogni componente partecipa alla scrittura dei brani.
Anche il titolo dell’album nasce da un’esperienza condivisa: un cadavre exquis, gioco di scrittura collettiva realizzato durante una residenza artistica in Friuli. Una frase apparentemente misteriosa che finisce per racchiudere il cuore stesso del disco: la ricerca di qualcosa di ineffabile e difficile da nominare, una «stella» nascosta nelle pieghe del linguaggio, nelle virgole e nei punti, e forse anche nelle contraddizioni più profonde dell’esistenza.
Il viaggio musicale si apre con Fango, brano cupo e sospeso, per poi esplodere nella visceralità di Potomac. Rabbia e quiete continuano ad alternarsi nelle tracce successive: dalla rapidità dissonante di Non conosco, Falso nueve e Fiori, fiori alle atmosfere più languide e malinconiche di Sotto il pianoforte, Le tue dita ferme e Come vuoi.
Nella parte conclusiva del disco affiora un sentimento diverso, più poetico e quasi rassegnato, che trova espressione nello spoken word Storia di un corpo che cade, con la voce di Gaia Morelli, e infine nella title track La mia stella aggressiva.
Alla formazione, composta da Gabriele Chiara, Margherita Ferracini, Guglielmo Ferroni, Simone Ravigliono, Valerio Ravigliono e Jacopo Sulis, si affiancano nel disco le collaborazioni di Gaia Morelli alla voce, Eleonora Puma al violoncello, Caterina Salamino al violino e Federico Padrini alla chitarra. La produzione e il mix sono stati affidati a Claudio Lo Russo, con Paolo Bertazzoli per il brano Fiori, fiori, mentre il master porta la firma di Edoardo Campia.
Questa sera la musica delle irossa approda dunque all’Aquila, nella cornice dell’Orbeat Festival, particolarmente adatta a una band che ha fatto della contaminazione e della libertà espressiva la propria cifra distintiva e che, tra una virgola e un punto, continua a cercare quella stella imperfetta e senza punte che forse, alla fine, appartiene un po’ a tutti.