
In questa lirica la scrittrice dei Marsi Maria Assunta Oddi con versi leggeri come una carezza del vento sulla marina si lascia cullare da un antico ricordo dell’animo per interrogarsi sul perché dell’inestinguibile bisogno d’amore che si fa tenero come un bacio.
Gioia innocente
Da bambino accostando
la conchiglia all’orecchio
ascoltavo il rumore del mare.
Ora resta nel frastuono del silenzio
il tempo felice trascorso che arido
più non porta al mio cuore
il perenne moto delle onde.
Se nessuno può destare
l’acerba primavera
perché la mia anima ancora
s’incanta al suo splendore?
Perché la mia bocca ancora
assetata d’estasi
canta la gioia innocente
tra la terra e il cielo.