Oggi, martedì 27 gennaio 2026, si celebra il Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto.
La Giornata, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005 e istituita cinque anni prima dal nostro Paese con la legge n.211 del 20 luglio 2000, ricorda la liberazione nel 1945 da parte delle truppe sovietiche del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau.
In questa poesia la scrittrice Maria Assunta Oddi con versi di rara sensibilità denuncia l’orrore dell’Olocausto restituendo dignità alle vittime dando voce, con i suoi versi, a chi pur portando dentro le ferite insanabili di un passato terribile riesce a sperare in un futuro di amore.
La poesia come gesto di denuncia, empatia e impegno civile da sempre chiede di essere ascoltata per rivendicare il valore della vita.
Se “I poeti sono gli eterni inconsolabili consolatori del mondo” come disse il poeta greco Ghiannis Ritsos, la lirica “Olocausto” unisce in un coro polifonico la narrazione del dolore alla speranza della rinascita in frammenti di luce che ci inducono a vedere l’invisibile e a commuoverci nella condivisione della stessa umanità.
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Olocausto
Nudo il cuore tra le spine
del rovo nel campo d’inverno
a due passi dal cielo a sognare
il sole rinato tra dorate mimose.
Perché piangere?
Ci sono sempre i fiori se sai vederli.
Torneranno in primavera a dirmi
che sono ancora una donna.
Ora gialle Stelle cucite sulla pelle rubano
il respiro ad ogni battito nel vento sferzante
del nord ad annientare la vita
che non ha nome né volto.
Solo un numero tatuato sul polso ferito.
Nell’angolo più nascosto dei pensieri
con largo gesto delle mani disegno il mare.
Oh la mia casa al mattino profumava di salsedine!
Chiudo gli occhi e par di salire sull’onda infinita
dove l’orrore svanisce all’orizzonte lontano
sognando nell’ebrezza del volo
una carezza in cerca d’amore.