
Domenica 22 marzo ad Assisi alle ore 17:00 si è celebrata la messa di chiusura dell’ostensione delle spoglie mortali del Poverello nella chiesa superiore con il cardinale Matteo Zuppi. Il giubileo della fraternità, che ha raccolto intorno a Francesco circa 350 mila persone in un clima di preghiera e di raccoglimento, ha rappresentato un’occasione per far rivivere nei nostri cuori la fiamma della speranza nella vita eterna. I resti mortali del Santo ci ricordano che la terra è fatta di cielo. Francescanesimo, infatti, significa sentire, nella fiducia incondizionata dell’abbraccio divino, la figliolanza di ogni creatura al Sommo Padre.In questa lirica, pubblicata nella rivista “San Francesco”, la scrittrice Maria Assunta Oddi ricorda che vivere la fede nella fragilità dell’humus nella vita quotidiana rende grazie a Dio con un inno di lode capace di alzare il velo del mistero. La gratitudine cambia lo sguardo e ci invita tutti, nessuno escluso, a lodare anche nel buio la vita che non si piega al male né alla morte restituendo il senso del nostro essere parte del Creato.
Il cantico
È la tua lauda
come il palpito
della primavera,
come il soffio del vento
fra i pensieri di pace,
come la ragazza che scalza
cammina sui tappeti di muschio.
Perché la tua luce
non teme la neve,
né il freddo pungente
né il buio del dolore.
E quando il tuo amore
farà di tutto
un prato fiorito,
nel sorriso innocente
dei tuoi occhi
l’universo
alzerà i veli.
Luco dei Marsi 24-03-2026 Maria Assunta Oddi