TREBLINKA di Luciano Giovannini

27 gennaio – #giornatadellamemoria

𝐓𝐫𝐞𝐛𝐥𝐢𝐧𝐤𝐚

Quel che rimane su quel filo spinato
è solo un brandello di un sogno perduto
una molecola dissolta nel vento
e dal vento adagiata su sopite coscienze.
Quel che rimane di quei corpi straziati
sono le impronte lasciate nel tempo
immagini grigie e mucchi di scarpe
polvere e fumo in un cielo polacco.
Quel che rimane delle nostre vite bruciate
è l’odore acre nelle narici del mondo.
𝘘𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘢𝘳𝘢 𝘮𝘪 𝘧𝘶 𝘭𝘢 𝘵𝘶𝘢 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘵𝘢̀.
Luciano Giovannini è nato nel 1961 a Roma dove si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università “La Sapienza”. Pur affascinato delle opere di D’Annunzio, Montale, Saba, Ungaretti, Alda Merini, ha per William Shakespeare una vera folgorazione sin dagli anni giovanili tant’è che al Bardo dell’Avon dedica la sua tesi di laurea. Professore di lingua inglese e appassionato di poesia, vive nel 2021 il suo exploit a livello nazionale: pubblica la sua prima silloge “La morna del gabbiano ferito e altri canti” che lo consacra a livello di critica e pubblico come uno dei poeti contemporanei più premiati. La sua seconda silloge è “Il folle, l’amante e il poeta” sempre pubblicata dalla Daimon Edizioni.

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