
PESCARA – La poesia come gesto d’amore, come possibilità di riconoscersi negli altri e come strumento per attraversare le fragilità dell’esistenza. Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 18, l’Imago Museum di Pescara ospiterà Beatrice Zerbini, una delle voci più originali della poesia contemporanea italiana, protagonista della seconda edizione di Qui 365 Festival.
L’incontro, a ingresso libero, vedrà la poetessa dialogare con Vincenzo d’Aquino intorno alle sue due più recenti pubblicazioni: Malinconie travestite da allegrie, edito da Bompiani, e Cara Anna, pubblicato da Orecchio Acerbo. Due opere differenti per struttura e destinazione, ma unite da una medesima attenzione all’universo emotivo, alla dimensione delle relazioni e alla ricerca di un linguaggio capace di restituire dignità anche ai sentimenti più difficili da raccontare.
La poesia come forma di relazione
Nella scrittura di Beatrice Zerbini, l’esperienza individuale si trasforma continuamente in una possibilità di incontro. Il dolore, la nostalgia, il desiderio e la tenerezza non rimangono confinati nella dimensione privata, ma diventano elementi di un dialogo più ampio con il mondo.
È questo uno degli aspetti centrali di “Malinconie travestite da allegrie”, raccolta nella quale la poetessa affida ai versi il compito di osservare e interpretare la complessità dell’esistenza quotidiana.
La sua poesia attraversa luoghi comuni e apparentemente insignificanti: supermercati, stanze domestiche, balconi, strade e piccoli gesti della vita ordinaria. Proprio in questi spazi, spesso trascurati dalla narrazione letteraria, Zerbini ricerca una verità emotiva capace di illuminare ciò che normalmente rimane invisibile.
L’amore, nella sua scrittura, non è soltanto sentimento romantico, ma soprattutto attenzione verso l’altro, disponibilità all’ascolto e capacità di riconoscere la sofferenza altrui.
La malinconia evocata dal titolo non è dunque una condizione immobile o esclusivamente dolorosa, ma una materia viva, attraversata dall’ironia e dalla possibilità di ritrovare, anche nelle esperienze più difficili, una forma di vicinanza umana.
“Cara Anna”, una lettera poetica dedicata alle donne
Accanto alla raccolta pubblicata da Bompiani, l’appuntamento pescarese offrirà l’occasione di approfondire “Cara Anna”, opera edita da Orecchio Acerbo che assume la forma di una lettera poetica rivolta alle donne.
Il libro si sviluppa come una riflessione sulla condizione femminile, sull’identità e sulla necessità di trovare il proprio posto nel mondo.
Al centro emerge il concetto di casa, inteso non soltanto come luogo fisico, ma come spazio simbolico di appartenenza, riconoscimento e libertà personale. Un luogo interiore nel quale ciascuna donna possa riconoscere il proprio valore, sottraendosi alle aspettative e alle definizioni imposte dall’esterno.
La parola poetica diventa così un gesto di cura, un invito alla consapevolezza e alla costruzione di un rapporto più autentico con sé stesse.
Una poesia che parla alle donne senza rinunciare a una dimensione universale, perché il bisogno di appartenenza, ascolto e riconoscimento attraversa ogni esperienza umana.
Beatrice Zerbini, una voce originale della poesia italiana
Nata a Bologna nel 1983, Beatrice Zerbini si avvicina fin dall’infanzia alla musica e al ritmo della parola, anche grazie all’esperienza nel coro diretto da Mariele Ventre.
Comincia a scrivere poesie a otto anni e nel 2006 apre il blog In comode rate, che nel 2019 darà il titolo alla sua prima raccolta poetica.
Da allora il suo percorso letterario si sviluppa attraverso pubblicazioni, collaborazioni artistiche e progetti nei quali la poesia si intreccia con la musica, l’illustrazione e l’impegno sociale.
Tra le sue opere figurano Mezze stagioni (2021), D’Amore (2022) e Quarantadue (2024), quest’ultimo entrato nella terna finalista del Premio Brancati. Alla produzione poetica si affiancano diversi albi illustrati realizzati con Sonia Maria Luce Possentini, tra cui Padre nostro, Non avere paura e C’era un’estate.
Particolarmente significativa è anche la sua attenzione alla dimensione sociale della scrittura. Nel 2020 ha avviato un progetto dedicato ai familiari delle persone affette da Alzheimer, successivamente trasformato in uno spettacolo itinerante.
Dal 2023 collabora inoltre con Sugar Music e Riccardo Sinigallia, esplorando le possibilità di incontro tra parola poetica e composizione musicale. Una sua poesia, Arrivo sempre dopo, è diventata un brano presente nell’album Niente amore di Marina Rei, pubblicato nel maggio 2025.
Il suo impegno si estende anche alla sensibilizzazione contro la violenza di genere e alla promozione della poesia nelle scuole. In collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila partecipa infatti al progetto “Poesia. Una Nessuna Centomila”, che porta il linguaggio poetico tra le nuove generazioni.
A Pescara un incontro tra poesia e vita
La presenza di Beatrice Zerbini a Qui 365 Festival rappresenta un’occasione per riflettere sulla funzione della poesia nel mondo contemporaneo, in un tempo nel quale la velocità delle comunicazioni rischia spesso di impoverire la profondità delle relazioni.
La sua scrittura suggerisce una direzione differente: fermarsi, osservare, dare un nome alle emozioni e riconoscere nell’esperienza degli altri qualcosa che ci riguarda profondamente.
Tra malinconia e leggerezza, memoria e desiderio, dimensione intima e sensibilità collettiva, l’incontro promette di restituire alla poesia la sua qualità più preziosa: quella di creare legami e di offrire nuove possibilità di comprensione della realtà.
L’appuntamento è per sabato 31 ottobre alle ore 18 presso l’Imago Museum, in corso Vittorio Emanuele II 270, a Pescara. L’ingresso è libero.