di Fulgo Graziosi

All’inizio della primavera di quest’anno fui invitato all’inaugurazione di un nuovo esercizio commerciale, attivato all’interno del centro storico di Castel del Monte. Impegni personali non mi consentirono di partecipare alla giornata inaugurale.

Alla fine del mese di luglio, come di consueto, sono tornato alle mie origini. Ho parcheggiato momentaneamente la macchina a Piazza San Rocco per scaricare i bagagli. Alcune panche in legno hanno destato la mia attenzione. Ben ordinate, pulite, corredate anche di particolari ombrelloni, erano state sistemate sulla parte terminale della piazzetta, senza dare fastidio alla normale circolazione. Sul lato destro della strada, prima dell’incrocio che, in salita, conduce a casa mia, ho notato due grate in ferro battuto aperte e appoggiate sul muro. In alto, sulla porta, svettava un’insegna stile medievale, in armonia con il centro storico. La tabella recava questa scritta “Mariannina sapori e tradizioni”. Appena ho letto Mariannina, non ho avuto bisogno di alcuna indicazione. Sono tornati alla mente, con fulminea celerità, i ricordi di gioventù. Nello stesso locale, tanti anni fa, proprio Mariannina, la nonna dei ragazzi della famiglia Mucciante, aveva aperto un esercizio commerciale completo di generi alimentari, macelleria e diversi altri prodotti. Una specie di bazar. Era talmente pieno di scaffali e di prodotti che lasciavano poco spazio per il passaggio. Ho ancora impresso nella mente la figura di Mariannina, che non era proprio esile, quando attraversava gli stretti corridoi camminando di fianco. In posizione normale sarebbe stato pressoché impossibile. Lo spazio per i clienti era veramente limitato. La fila era d’obbligo, ma sena discussioni. Oggi, i volenterosi nipoti, dello stesso carattere di Mariannina, che aveva un sorriso per tutti, hanno voluto restituire vita a questo esercizio per onorare degnamente la memoria della nonna. La disposizione e l’arredamento interno è molto diverso. Arredo signorile, igienico e funzionale. I migliori prodotti, quelli di nicchia, sono ben esposti e visibili all’occhio della clientela. Il servizio è ottimo, proprio come quello della nonna. Mi sono sentito di famiglia, perché entrando sono stato salutato e chiamato per nome. Prima di fare la spesa, mi è stato offerto un bicchiere di prosecco di qualità. “Questo ti è dovuto perché non hai potuto partecipare all’inaugurazione del locale”. Ho guardato con ammirazione il locale. Non mancava nulla. Perfetto. Naturalmente ho fatto una mia riflessione. Questo esercizio ha rivitalizzato il centro storico. Non sarebbe sbagliato se il Comune, attraverso le proprietà immobiliari di cui dispone, favorisse lo sviluppo e l’insediamento di altre attività commerciali diversificate con fitti a livello sociale. Il centro storico bello, interessante e ben conservato, avrebbe tutta un’altra vita, offrendo al visitatore la possibilità di prendere cognizione dei più svariati prodotti tipici locali. Le ragazze, Maria e Serena, gestrici dell’esercizio, godono di un’ampia professionalità, maturata nella gestione dell’Emporio materno (a Castel del Monte domina il matriarcato), non hanno certamente bisogno di incoraggiamento. Hanno, invece, la necessità di essere conosciute per la cortesia, la disponibilità e l’affabilità con cui trattano tutti gli avventori, nessuno escluso.