Oggi, 3 febbraio, la città dell’Aquila celebra con affetto e gratitudine il compleanno di Fulgo Graziosi, nato nel 1938 a Villa Santa Lucia degli Abruzzi: una delle figure più autorevoli, eleganti e riconosciute del giornalismo abruzzese e della cultura cittadina.

Un uomo che, con la penna, la voce e l’impegno civile, ha attraversato oltre settant’anni di storia locale e nazionale, diventandone un testimone lucido, appassionato, instancabile.

Il bambino dell’Oratorio diventato custode della memoria collettiva

All’Oratorio Salesiano entra a sei anni.
Non ne uscirà più — almeno non nello spirito.

Per 81 anni Fulgo è stato presenza discreta ma decisiva: educatore naturale, organizzatore, mediatore, promotore sociale. Ha guidato gli Ex Allievi Salesiani per oltre vent’anni, diventando per generazioni un riferimento di equilibrio, cultura e solidarietà.

Grazie alla sua tenacia – riconosciuta anche dal Rettor Maggiore Chávez – l’Oratorio dell’Aquila ha superato momenti difficili, inclusi i drammatici giorni del sisma del 2009, quando la sua capacità di tenere unita la comunità fu determinante.

Il giornalista: la penna che racconta, interpreta e illumina

Ma Fulgo Graziosi non è solo un uomo di comunità: è un Maestro del giornalismo.
Una definizione che non è retorica, ma constatazione.

Comincia a scrivere a sedici anni per il Corriere dello Sport, sostenuto dal direttore Giuseppe Sabelli Fioretti.
Da allora la sua firma attraversa alcune delle più importanti testate italiane:

  • Il Tempo

  • La Gazzetta del Mezzogiorno

  • Il Resto del Carlino

  • La Stampa

  • Il Mattino

  • e molte altre.

Stile limpido, memoria enciclopedica, capacità di narrare l’Abruzzo con profondità e leggerezza insieme: tratti che lo rendono, a pieno titolo, uno dei grandi interpreti della cultura aquilana.

Oggi è direttore responsabile di:

  • il periodico Monte Morrone,

  • la rivista L’Alpino d’Abruzzo,

  • la rivista nazionale Boy Scout del CSEN,

e continua a scrivere, ideare, promuovere.

Tra i suoi riconoscimenti spicca il Guerriero di Capestrano, simbolo di merito e prestigio istituzionale.

L’intellettuale che unisce cultura e comunità

Fulgo non è mai stato solo un giornalista.
È stato — ed è — un animatore culturale.

Durante la sua presidenza degli Ex Allievi ha organizzato conferenze scientifiche, incontri culturali di grande rilievo (anche con i Laboratori del Gran Sasso), gite sociali, momenti ricreativi, iniziative editoriali.

Ha diretto l’Ufficio Stampa della Provincia dell’Aquila, è stato direttore dell’UPI Abruzzo, e ha scritto racconti, poesie, saggi, facendosi ponte tra memoria popolare e cultura alta.

Dopo il sisma, con ostinazione e metodo, ottenne i fondi della Legge Mancia del Senato che permisero la realizzazione della “Casetta Gialla”, oggi simbolo di rinascita.

L’amore per Castel del Monte e un libro dedicato alle sue radici

Accanto all’impegno giornalistico e culturale, un’altra grande passione di Fulgo Graziosi è sempre stata la valorizzazione della storia e delle tradizioni del territorio abruzzese, in particolare di Castel del Monte. A questo borgo ha dedicato tempo, ricerca e cuore, collaborando alla realizzazione del libro Il racconto della tessitura della lana a Castel del Monte, capitale della transumanza, insieme a Carmela De Felice e pubblicato da Daimon Edizioni.
Questa opera non rappresenta solo uno studio antropologico su antichi saperi, ma anche un atto d’amore per una comunità e i suoi mestieri, un ponte tra passato e presente che riflette l’animo curioso e profondamente radicato di Graziosi nelle proprie origini.

Un compleanno che è un grazie

Oggi non celebriamo soltanto l’età: celebriamo la ricchezza di una vita dedicata alla comunità, alla parola, alla cultura, alla memoria e ai giovani.

Fulgo Graziosi è uno di quegli uomini che non smettono mai di costruire: idee, relazioni, progetti, futuro.

Buon compleanno, Fulgo.
E grazie per ciò che sei: un Maestro, un riferimento, un esempio.