Nell’ambito dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, Geely Auto, uno dei principali brand automobilistici cinesi distribuito in Italia da Jameel Motors, in collaborazione con Galleria Gaburro e con il supporto del Comune dell’Aquila, presenta il capitolo conclusivo del progetto Oltre il visibile di Liu Bolin: un’esposizione dedicata ai tre scatti fotografici realizzati dall’artista cinese in occasione delle performance che lo hanno visto protagonista tra l’11 e il 13 giugno 2026 in Abruzzo.

A ospitare le tre opere, dal 12 novembre al 13 dicembre 2026, è l’architettura della pensilina in Piazza Duomo, nel cuore del centro storico dell’Aquila, uno dei luoghi più rappresentativi e vitali della città. Con le ampie superfici vetrate, la trasparenza della struttura crea una continuità visiva tra le opere e lo spazio circostante, trasformando un luogo della quotidianità in uno spazio dedicato all’arte contemporanea, in dialogo diretto con la città e i suoi abitanti. Una scelta che supera i confini dei tradizionali spazi espositivi, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza culturale liberamente accessibile, 24 ore su 24, e rafforzando il legame tra il progetto e la comunità che lo ha accolto.

“Attraverso il suo lavoro, Liu Bolin ha saputo raccontare L’Aquila e il territorio abruzzese, dando vita a un progetto che ha coinvolto direttamente le persone. Una vocazione che si rinnova nella sua restituzione finale, con la scelta di uno spazio pubblico che porta l’arte nel cuore del centro cittadino”, dichiara Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila.

“Per Geely, il design va oltre l’estetica: è un modo di interpretare il mondo e il nostro rapporto con le persone e l’ambiente. Il lavoro di Liu Bolin ci invita a riscoprire il legame tra uomo, territorio e natura, una sensibilità che condividiamo e che ispira la nostra visione di mobilità, fondata su innovazione tecnologica, ricerca del design e rispetto per l’ambiente”, afferma Marco Santucci, Managing Director Jameel Motors per Geely e Zeekr.

GEELY, Liu Bolin, Oltre il visibile, performance alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila, ph Andrea Straccini

Le tre fotografie sono il risultato delle performance pubbliche realizzate dall’artista alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila, a Rocca Calascio e nei boschi secolari del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a Pescasseroli. Tre luoghi dal forte valore simbolico, attraverso i quali Liu Bolin ha esplorato altrettanti temi centrali della sua ricerca: la spiritualità, il rapporto tra l’uomo, il tempo e la storia e il legame indissolubile tra essere umano e ambiente. L’ultimo intervento, nel Parco Nazionale, è stato realizzato in collaborazione con ARTEPARCO, iniziativa che dal 2018 promuove il dialogo tra arte contemporanea e natura.

“Scoprire per la prima volta l’Abruzzo e incontrare le persone che lo abitano è stata un’esperienza profondamente arricchente. Sono felice che le opere nate da questo percorso possano oggi essere condivise con la comunità aquilana, che mi ha accolto durante il mio lavoro in questo territorio”, dichiara Liu Bolin.

Riconosciuto a livello internazionale come “l’uomo invisibile” per una pratica artistica originale che unisce performance e fotografia, Liu Bolin dà vita a immagini altamente riconoscibili in cui il suo corpo, attraverso un meticoloso processo di body painting, si mimetizza progressivamente fino a fondersi con l’ambiente circostante. Un linguaggio che, attraverso il rapporto tra visibile e invisibile, invita a riflettere sui temi dell’identità, della memoria e del legame tra individuo e contesto.

Le performance dello scorso giugno hanno offerto al pubblico la possibilità di assistere all’intero processo creativo dell’artista, dalla preparazione del body painting fino alla realizzazione dello scatto finale. Con l’esposizione in Piazza Duomo, le tre opere vengono ora restituite alla comunità aquilana, offrendo una nuova lettura del patrimonio storico, culturale e naturale abruzzese attraverso lo sguardo dell’artista.

 

GEELY, Liu Bolin, Oltre il visibile, performance a Rocca Calascio, ph Andrea Straccini