Il mondo della cultura e della storiografia perde una delle sue voci più autorevoli. È morto nella notte, all’età di 87 anni, Carlo Ginzburg, storico, saggista e intellettuale tra i più influenti del Novecento e del nuovo millennio. La notizia è stata resa nota da fonti vicine alla famiglia.

Nato a Torino il 15 aprile 1939, Carlo Ginzburg era figlio dell’intellettuale antifascista Leone Ginzburg e della scrittrice Natalia Ginzburg, una delle figure più importanti della letteratura italiana del Novecento. Dopo gli studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa e al Warburg Institute di Londra, ha insegnato nelle più prestigiose università italiane e internazionali, da Bologna a Harvard, da Yale a Princeton fino all’Università della California di Los Angeles.

Il suo nome è indissolubilmente legato alla nascita e allo sviluppo della cosiddetta “microstoria”, approccio storiografico che ha rivoluzionato il modo di raccontare il passato concentrandosi sulle vicende di individui, comunità e realtà apparentemente marginali per illuminare i grandi processi storici. Tra le sue opere più celebri figurano I benandanti e soprattutto Il formaggio e i vermi, considerato uno dei testi fondamentali della storiografia contemporanea.

Nel corso della sua lunga carriera, Ginzburg ha dedicato i propri studi alla cultura popolare, alla storia delle mentalità, ai processi inquisitoriali, ai rapporti tra memoria e verità storica e all’analisi critica delle fonti. Un lavoro che gli è valso riconoscimenti internazionali e che ha influenzato generazioni di studiosi in tutto il mondo.

Ancora negli ultimi mesi continuava a intervenire nel dibattito culturale contemporaneo, riflettendo sul rapporto tra storia, memoria, identità e verità in un’epoca segnata dalla disinformazione e dalle nuove tecnologie.

La scomparsa di Carlo Ginzburg lascia un vuoto profondo nel panorama intellettuale internazionale. Con il suo metodo rigoroso e la capacità di leggere nei dettagli le tracce della storia, ha insegnato che anche le vicende più piccole possono raccontare il destino di intere epoche.