di Alessandra Prospero

Si è spento a 104 anni Edgar Morin, tra i più influenti filosofi e sociologi del Novecento e del nuovo secolo, pensatore capace di attraversare guerre, rivoluzioni culturali, trasformazioni tecnologiche e crisi globali senza mai rinunciare a una visione umanistica del sapere. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dalla famiglia al quotidiano francese Le Monde.

Nato a Parigi nel 1921 con il nome di Edgar Nahoum, da una famiglia ebraica sefardita, Morin fu partigiano nella Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale e divenne, nel corso dei decenni, una delle voci più autorevoli del pensiero europeo contemporaneo.

Il suo nome resta indissolubilmente legato alla teoria del “pensiero complesso”, una prospettiva che ha rivoluzionato il modo di guardare alla realtà, opponendosi alla frammentazione del sapere e sostenendo la necessità di collegare discipline, fenomeni e conoscenze apparentemente lontani tra loro. Per Morin, comprendere il mondo significava accettarne l’interdipendenza, le contraddizioni e l’imprevedibilità.

Tra le sue opere più importanti figura il monumentale ciclo de Il Metodo, pubblicato tra il 1977 e il 2004, considerato uno dei tentativi più ambiziosi di ripensare il rapporto tra scienza, filosofia, società e conoscenza. Nel corso della sua lunga attività intellettuale ha pubblicato decine di libri dedicati alla sociologia, alla politica, all’educazione, all’ecologia e alla condizione umana.

Anche negli ultimi anni Morin aveva continuato a scrivere, intervenire nel dibattito pubblico e pubblicare nuove opere. Nel 2025 aveva celebrato il suo 104° compleanno con l’uscita di un nuovo libro, confermando una straordinaria vitalità intellettuale che lo ha accompagnato fino agli ultimi mesi della sua vita.

Le sue riflessioni sulla crisi della civiltà contemporanea, sulla necessità di un nuovo umanesimo e sulla responsabilità collettiva di fronte alle sfide globali hanno influenzato generazioni di studiosi, educatori e lettori in tutto il mondo.

Con la morte di Edgar Morin scompare una delle ultime grandi figure intellettuali capaci di attraversare l’intero Novecento e di dialogare con il XXI secolo, lasciando in eredità un pensiero che continua a interrogare il presente e a invitare alla comprensione della complessità del reale.