
Ci sono compleanni che non si limitano a segnare il tempo, ma lo attraversano. Sono quelli in cui la vita si intreccia con un’opera, e l’opera con una visione del mondo. È in questa dimensione che si colloca il compleanno di Maria Assunta Oddi, poetessa capace di trasformare la parola in spazio interiore, in luogo di ascolto e di profondità.
Nata il 23 aprile 1958 a Trasacco, nel cuore dell’Abruzzo, Maria Assunta Oddi ha costruito nel tempo un percorso culturale e umano coerente e rigoroso. Laureata in Pedagogia nel 1984 e, successivamente, in Filosofia e Comunicazione nel 2014 presso l’Università degli Studi dell’Aquila, ha affiancato alla professione di insegnante di lettere una costante ricerca espressiva, sviluppando una voce poetica riconoscibile per intensità e misura.
La sua produzione letteraria è stata più volte riconosciuta in ambito nazionale e internazionale. Tra i numerosi premi ricevuti figurano il Trofeo “Lupa di Roma”, la medaglia “Autore selezionato anno 1985” conferita dal Centro Studi per la ricerca e la documentazione sulla poesia italiana del Novecento “Carlo Capodieci”, e il “Premio Leopardi”, istituito per il bicentenario della nascita del poeta recanatese. Ha inoltre ottenuto il primo premio nei concorsi “Dimensione Amore” (Pescara) e “San Francesco” dell’Accademia Anversana, oltre al premio della giuria al concorso “Solidarietà tra le generazioni” (Milano, 2000). È stata anche finalista al “Premio Andersen” in Danimarca.
Il suo percorso editoriale si sviluppa lungo oltre tre decenni, con una produzione articolata tra poesia e narrativa. Tra i suoi volumi si ricordano Sensazioni (1990), Il Girotondo (1994), inserito nella collana “Studi e Testi” diretta da Giovanni Pischedda e Vittoriano Esposito, e Le Stagioni del Cuore (1996), insignito del Premio Ripetta di Roma. Seguono Tre voci di poesia (2000), Amore per Amore (2003), Parole e Immagini (2005), Non lasciarmi andare (2010) e Come Foglie d’Autunno (2017), premiato al concorso “Città di Leivi” di Sanremo.
Accanto alla poesia, significativa è anche la sua produzione narrativa. Il racconto I tre cavalieri e il vecchio, pubblicato nel volume Il nonno racconta (2006) edito da Priuli & Verlucca e illustrato da Emanuele Luzzati, ha ricevuto il patrocinio del Presidente della Repubblica, del Consiglio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e della Direzione di Torino Capitale Mondiale del Libro. La fiaba Alessia e la felicità è stata invece pubblicata dalla casa editrice Il Cucciolo di Roma.
Autrice presente in numerose antologie e riviste culturali, Maria Assunta Oddi collabora con il periodico Città di Pomezia ed è membro dell’Accademia Anversana, dell’Agrifoglio e del cenacolo “Guglielmo Marconi”. La sua attività si estende anche al dialogo tra poesia e musica, grazie a collaborazioni con lo studio “Damele” di Varazze e con i musicisti Francesco Fina e Guido Ruggeri.
Nel tempo, la sua opera ha ricevuto attenzione critica su numerose testate, tra cui Il Messaggero, Il Tempo, La Stampa e Il Centro, a conferma di un percorso solido e riconosciuto.
Oggi, nel giorno del suo compleanno, il suo nome si lega in modo naturale alla raccolta Il paese dell’anima, pubblicata da Daimon Edizioni, che rappresenta una sintesi matura e consapevole della sua ricerca poetica. Non si tratta di una semplice raccolta, ma di un approdo: un luogo interiore costruito nel tempo, in cui la parola si fa spazio abitabile e attraversamento dell’esperienza.
All’interno del catalogo Daimon, attento da sempre alla qualità della scrittura e alla profondità della proposta poetica, Il paese dell’anima si colloca come un’opera pienamente coerente con una linea editoriale che privilegia autenticità e ricerca. In questa prospettiva, il libro non è soltanto un titolo, ma una dichiarazione di poetica: una scrittura che rifiuta la superficie per tornare alla sostanza.
E forse è proprio qui che si misura la cifra più autentica di Maria Assunta Oddi: nella capacità di costruire, attraverso la parola, un luogo che resta. Un paese, appunto, che non appartiene alla geografia, ma alla coscienza.
A Maria Assunta Oddi, dunque, non solo un augurio, ma un riconoscimento.
Perché la poesia, quando è autentica, non accompagna il tempo.
Lo attraversa.