
ROMA, 2 novembre 2026 – Il mondo del cinema italiano dice addio a Erminia Ferrari Manfredi, ex modella, costumista e scenografa, scomparsa oggi all’età di 94 anni, appena due giorni prima di compiere 95 anni. Moglie dell’indimenticabile Nino Manfredi, con il quale ha condiviso quasi mezzo secolo di vita, Erminia è stata una figura importante non soltanto nella storia personale dell’attore, ma anche nell’ambiente artistico e cinematografico italiano.
A comunicare la notizia della scomparsa è stato il figlio Luca Manfredi, regista e sceneggiatore, attraverso un messaggio pubblicato su Facebook:
«Ciao grande “Minia”, moglie, madre e donna straordinaria. Sarai sempre nel nostro cuore».
Poche parole, intime e affettuose, che restituiscono il ritratto di una donna profondamente amata dalla propria famiglia e conosciuta dal pubblico anche per il lungo sodalizio umano con uno dei più grandi interpreti della commedia all’italiana.
Da Taormina al cinema: la storia di Erminia Ferrari
Nata a Taormina il 4 novembre 1931, Erminia Ferrari aveva intrapreso inizialmente la carriera di modella, avvicinandosi al mondo della moda e dell’eleganza prima di dedicarsi anche al cinema.
Nel corso della sua vita professionale ha lavorato come costumista e scenografa, contribuendo alla realizzazione di diverse produzioni cinematografiche.
Tra i film ai quali ha collaborato figurano “Il giocattolo”, “Café Express”, “Nudo di donna” e “Spaghetti House”, titoli che appartengono a una stagione significativa della cinematografia italiana.
Il lavoro sui costumi e sulla scenografia, spesso meno visibile rispetto a quello degli attori, costituisce una componente fondamentale della narrazione cinematografica. Attraverso gli abiti, gli ambienti e i dettagli visivi, questi professionisti contribuiscono a definire l’identità dei personaggi e a costruire l’universo nel quale prendono vita le storie.
Erminia Ferrari ha dunque attraversato il mondo dello spettacolo anche attraverso una propria esperienza professionale, che merita di essere ricordata accanto alla sua vicenda familiare.
Un amore durato quasi cinquant’anni
Nel 1955 Erminia Ferrari sposò Nino Manfredi, destinato a diventare uno degli interpreti più amati del cinema e della televisione italiana.
Il loro matrimonio sarebbe durato fino alla scomparsa dell’attore, avvenuta il 4 giugno 2004, dopo quasi quarantanove anni insieme.
Dalla loro unione sono nati tre figli: Roberta, Luca e Giovanna.
Una storia familiare sviluppatasi parallelamente alla straordinaria carriera di Manfredi, protagonista di alcuni dei film più significativi del secondo Novecento italiano.
Accanto all’attore, Erminia ha vissuto le trasformazioni del cinema, i successi, gli impegni artistici e le vicende personali di una famiglia profondamente legata al mondo della cultura e dello spettacolo.
Ma sarebbe riduttivo ricordarla esclusivamente come la moglie di Nino Manfredi. La sua esperienza nella moda, nei costumi e nella scenografia racconta infatti anche il percorso autonomo di una donna che ha conosciuto da vicino i linguaggi dell’arte e della rappresentazione.
Il ricordo attraverso il cinema e la famiglia
Il legame tra Erminia e Nino Manfredi è stato raccontato anche sullo schermo.
Nel 2017, il figlio Luca ha diretto il film televisivo “In arte Nino”, dedicato alla vita e agli esordi artistici del padre. Nel racconto cinematografico, il personaggio di Erminia è stato interpretato dall’attrice Miriam Leone.
Un omaggio che ha contribuito a far conoscere anche alle generazioni più giovani la dimensione privata di un artista entrato nella memoria collettiva italiana.
La scomparsa di Erminia Ferrari Manfredi chiude un altro capitolo di quella stagione del cinema nazionale, fatta di interpreti straordinari, ma anche di donne e uomini che, davanti e dietro la macchina da presa, hanno contribuito a costruirne l’identità.
Resta il ricordo di una donna che ha attraversato il cinema italiano con discrezione, professionalità e sensibilità artistica, condividendo una lunga storia d’amore con Nino Manfredi e lasciando, al tempo stesso, una propria traccia nel mondo dello spettacolo.
E sono proprio le parole del figlio Luca, nel loro affetto essenziale, a custodire oggi il saluto più personale: quello a una madre, a una donna e a una presenza insostituibile.