Dietro il “Califfo”, dietro l’immagine dell’uomo irriverente e anticonformista entrato nell’immaginario popolare italiano, c’era soprattutto un autore. Un poeta capace di raccontare l’amore, la solitudine, il disincanto e le fragilità umane con una lingua apparentemente semplice e proprio per questo immediata.

È questo il Franco Califano che torna al centro dell’attenzione con Franco Califano da saltimbanco a poeta, pamphlet di Massimiliano Perrotta pubblicato dalla casa editrice Portaparole e nato da un lavoro precedentemente apparso a puntate sull’HuffPost.

Il volume parte da una questione che accompagna da sempre la figura di Califano: quanto il personaggio pubblico abbia finito per oscurare l’autore. La sua immagine, costruita anche attraverso provocazioni, battute, eccessi e una biografia diventata quasi leggendaria, ha spesso conquistato più spazio dell’opera.

Eppure dietro quella maschera si trova uno dei parolieri più riconoscibili della musica italiana. Califano non è stato soltanto l’interprete di brani rimasti nella memoria collettiva, ma un autore che ha scritto anche per altri artisti, consegnando alla canzone italiana testi capaci di attraversare le generazioni.

Il pamphlet di Perrotta tenta dunque un’operazione inversa: mettere temporaneamente da parte l’icona del Califfo per riportare in primo piano la scrittura e la dimensione poetica dell’artista. Lo stesso autore spiega di voler favorire l’emersione della sua «verità poetica», distinguendo l’artista dal personaggio mediatico che per lungo tempo gli ha fatto ombra.

Al centro emerge così un Califano diverso da quello consegnato agli stereotipi: più vulnerabile, complesso e letterario. Persino alcune interviste televisive, osserva Perrotta, lasciavano intravedere timidezze e insicurezze che la costruzione pubblica del personaggio tendeva invece a nascondere.

Una rilettura che invita anche a tornare direttamente ai suoi testi. Perché è proprio nelle parole che Califano ha affidato alle canzoni che affiorano alcuni dei nuclei più persistenti della sua poetica: il tempo che passa, le relazioni che finiscono, il desiderio, la libertà individuale, la notte, Roma e soprattutto quella solitudine che nella sua scrittura non è soltanto sofferenza, ma anche spazio nel quale fare i conti con se stessi.

Il lavoro pubblicato da Portaparole nasce con il contributo della Fondazione Franco Califano, che Perrotta ringrazia per le verifiche biografiche e per il materiale fotografico utilizzato nel volume.

A oltre tredici anni dalla morte di Califano, avvenuta il 30 marzo 2013, la sua figura continua così a sottrarsi a una definizione unica. Cantautore, paroliere, interprete, personaggio televisivo e provocatore, certamente. Ma la rilettura proposta oggi suggerisce di tornare al punto dal quale forse bisognerebbe partire per comprenderlo davvero: le parole.

Tolto il personaggio, resta infatti la scrittura. E dietro il Califfo può finalmente riemergere Califano.