Il Villaggio Celdit si racconta attraverso le voci di chi lo vive ogni giorno.

Venerdì 30 ottobre, alle ore 15:30, presso la Biblioteca “Marilia Bonincontro” di Chieti Scalo, affidata dal Comune di Chieti alla propria società in house Chieti Solidale, si terrà un casting aperto agli abitanti del quartiere per raccogliere ricordi, testimonianze ed esperienze e costruire insieme una memoria collettiva.

Com’è il Villaggio Celdit oggi? Quali storie custodiscono le sue strade, le sue case e i suoi angoli più nascosti? E quali ricordi meritano di essere tramandati alle nuove generazioni?

Da queste domande nasce il progetto di un film documentario dedicato al Villaggio Celdit, che vuole mettere al centro le persone, le loro esperienze e il legame con il territorio. Un racconto corale che prenderà forma attraverso le voci di chi abita il quartiere, ne custodisce la memoria e ne vive quotidianamente le trasformazioni.

Il casting è rivolto agli abitanti del Villaggio Celdit, con un invito a tutte le generazioni , portatrici di ricordi, sguardi e vissuti che, intrecciandosi, possono restituire l’identità del quartiere.

L’obiettivo è raccogliere testimonianze, ricordi personali, racconti di vita quotidiana e punti di vista sul presente, per costruire una memoria viva e condivisa. Non si cercano necessariamente storie straordinarie: anche gli episodi più semplici, i cambiamenti osservati nel tempo e i legami con i luoghi possono contribuire a comporre un racconto autentico della comunità.

L’invito è a partecipare, raccontarsi e diventare parte del film documentario. Perché la memoria di un luogo non è fatta soltanto di strade ed edifici, ma soprattutto delle persone che lo abitano, dei ricordi che custodiscono e delle storie che hanno ancora da condividere.

Il laboratorio “Theate 4Doc” è finanziato dal Comune di Chieti nell’ambito del PR FSE+ Abruzzo 2021–2027 – Priorità III “Inclusione e protezione sociale” – Obiettivo specifico l) – Azione l.4, all’interno del progetto “Costruire Futuro”. L’iniziativa offre alle giovani e ai giovani coinvolti un’opportunità di formazione e partecipazione attiva, utilizzando il linguaggio audiovisivo come strumento per valorizzare il territorio, raccogliere le memorie della comunità e favorire l’incontro tra generazioni.

Il film sarà realizzato dalle ragazze e dai ragazzi del laboratorio “Theate 4Doc”, guidati dalla regista Roberta Palmieri, professionista del cinema che si occupa di regia, sceneggiatura e produzione.

Dopo la laurea in DAMS all’Università di Bologna e la formazione presso Bottega Finzioni, Palmieri ha sviluppato un percorso professionale che attraversa il cinema di finzione, il documentario e l’animazione. Nel 2021 ha scritto Capitan Didier, diretto da Margherita Ferri e insignito della Menzione speciale ai Nastri d’Argento. Nel 2024 ha diretto Dieci secondi, presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival, ed è stata selezionata per il programma Netflix Becoming Maestre, promosso dai David di Donatello, da cui è nato il cortometraggio Goodbye Pig.

Tra i suoi lavori figura anche Ziki, cortometraggio d’animazione co-diretto con Olga Sargenti, realizzato con Selvatico Studio e prodotto da Echivisivi, vincitore del premio SIAE – Per Chi Crea e di Sedicicorto nel 2025. È inoltre co-autrice e co-regista, insieme a Francesco Rubattu, del documentario Devotee, co-scritto con Olga Sargenti e presentato a Visioni Italiane nel 2025. Nel 2024 ha scritto e prodotto con la propria società Cerchi, documentario di Margherita Ferri presentato al Biografilm Festival e realizzato in collaborazione con la Fondazione emiliano-romagnola per le Vittime di Reati.

La sua esperienza accompagnerà le giovani e i giovani del laboratorio in un percorso che unisce formazione audiovisiva, ricerca sul campo e ascolto della comunità. I partecipanti avranno l’opportunità di sperimentare il linguaggio documentaristico, confrontarsi con le storie del territorio e contribuire attivamente alla realizzazione di un’opera collettiva.

Attraverso il cinema, il Villaggio Celdit potrà diventare protagonista di un racconto corale, capace di restituire la ricchezza delle relazioni, le trasformazioni vissute e il patrimonio umano e sociale del quartiere.

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