Un progetto che si inserisce pienamente nel percorso di valorizzazione dell’Avezzano storica avviato dall’amministrazione comunale e che, in occasione dell’anniversario del sisma, permette di tornare idealmente a passeggiare nella storica Piazza San Bartolomeo.
L’iniziativa rafforza il lavoro di riqualificazione urbana, architettonica e archeologica dell’Avezzano antica, restituendo senso, memoria e profondità ai luoghi simbolo della città. Negli ultimi mesi Avezzano ha dimostrato una crescente capacità di coinvolgere istituzioni, associazioni, scuole e nuove tecnologie in un percorso condiviso di ricostruzione culturale.
Solo pochi giorni fa, gli studenti del liceo Galilei hanno animato con l’intelligenza artificiale le statue della mostra Sacrum. Oggi, con “Avezzano che fu”, la città compie un ulteriore passo in avanti lungo questo cammino, confermando una visione che unisce memoria storica e linguaggi contemporanei.
A raccontare il valore e le prospettive di questo percorso è Gino Belisari, presidente del Rotary Club di Avezzano per l’anno rotariano 2025-2026, intervistato dalla giornalista Orietta Spera, che ha approfondito il ruolo del Rotary e delle realtà associative nel processo di valorizzazione culturale della città.
Perché la storia non è qualcosa di concluso: è un luogo vivo, in cui è sempre possibile tornare.