
Attenderò la notte
È una rosa del deserto
il cuore tuo groviglio sospeso di steli
senza radici che vaga tra granelli
ardenti di sabbia smarrito
sull’infuocato vento.
Attenderò la notte,
amore mio.
Niente è perduto
dell’incanto del primo incontro
giovinezza eterna di promesse.
Attenderò la notte
quando spunta la stella polare
ad indicar la rotta che ti riconduca
nella dolce Itaca insieme alle voci
fresche di ricordi delizie e attese.
Nella chiarezza greve dell’astro
sul gorgo immobile del cielo
porterò per te un sorso d’acqua
nella conca delle mani a dissetare
l’ultimo tuo germoglio.
Un bacio a spegnere il dolore
poserò sulle tue labbra
a vincere il dolore dell’addio
con lo stupore fanciullo
di meravigliosa vita
ancorata nell’anima eterna.
Sei per la grande aria serena
azzurro oro sull’ombra della terra
punto fermo attorno a cui
tutto il resto nell’infinito giro
ruota a bucare l’oscurità.
Sei nella nuvola che si disfa
all’occidente luce nascente
ineffabile accordo di silenti note
tra oblio e ricordo armonia
che apre la rosa per sempre.
Attenderò la notte.