di Francesco Cristiano Bignotti
Tra la storia individuale di ogni persona e quella del mondo a noi contemporaneo, extra connesso ed estremamente permeabile, esiste una trama di rapporti biunivoci, sottile ed al contempo concreta, che influenza direttamente la vita quotidiana di tutti noi ed il suo svolgersi naturale. Nell’evoluzione temporale di questa vasta ragnatela di relazioni, complesse e complicate, possiamo individuare uno spaccato della storia che va dagli ultimi anni del secolo breve, così come lo definì Eric Hobsbawm, ad oggi; sto parlando di circa quarant’anni che vanno dalla fine degli anni ottanta del novecento a questa terza decade degli anni duemila.
Un periodo caratterizzato, più di altri nella storia dell’umanità, da veri e propri stravolgimenti reali e tangibili, non solo nei grandi sistemi internazionali, nella geopolitica, nell’economia, ma anche e soprattutto nelle piccole cose, quelle delle nostre abitudini quotidiane, quelle che in maniera concreta modificano i nostri stili di vita, quelle che hanno un impatto rilevante sul fare di ogni giorno. Se ci fermiamo a riflettere bene, quello di cui sto parlando, non è un tempo lunghissimo, in particolare se rapportato alla storia complessiva dell’umanità. Ciò che colpisce di questo periodo infatti, e che mi ha spinto ad elaborare tutta una serie di riflessioni che troveremo esplicitate in questo nuovo percorso, è il suo essere frenetico, indomabile, in continua accelerazione verso un non-tempo ed un non luogo, verso una non-meta, verso un punto d’approdo che si sposta sempre più in là. La rapidità di questa evoluzione (o devoluzione?), la velocità con la quale questi mutamenti si sono concretizzati ed affermati, soppiantando completamente ciò che c’era prima con qualcosa di nuovo, è l’aspetto più caratteristico di questo tempo.
Come sono avvenute però queste trasformazioni? Vere e proprie metamorfosi che hanno generato novità incredibili assimilate ormai come semplice presenza di routine. Sono sottesi dei veri cambi di paradigma vitali o si tratta solo di cambiamenti prettamente materiali? Come si è modificata l’esistenza personale, familiare, sociale, e con essa l’essere più generale delle cose? Riflettendo su come sono mutati gli usi degli oggetti, la tecnica, gli oggetti stessi, gli spazi sociali, la percezione del tempo e dello spazio, la morale insita o presunta e le relazioni tra le persone, cercheremo di dare risposta a queste ed altre domande. Come lo faremo? Attraverso una lettura filosofica di alcuni cambiamenti sociali e di alcuni concreti mutamenti occorsi nel periodo che abbiamo identificato.
Parte oggi un nuovo percorso mensile, una nuova rubrica di Poesia: Femminile Singolare, che approfondirà il concreto della nostra vita: “Metamorfosi duemila”. Ogni giovedì punteremo la lente di ingrandimento su alcune realtà oggettuali, materiali ed immateriali, come la fotografia, la telefonia, gli orologi, i giornali, i libri, le librerie, le edicole, i negozi, i quartieri, le piazze, le strade, i parcheggi, lo sport, la musica, la scrittura, il disegno tecnico, la ricerca ed altro ancora.