di Giorgia Spurio

 

Oggi manca lo spirito di comunione.

Creare comunità sembra sempre più difficile.
Oggi si è sconosciuti…
Ma l’antica saggezza contadina dei paesi ci ricorda che possiamo essere famiglia.
Non semplici vicini di casa o compaesani, ma Famiglia e sapere che possiamo contare gli uni sugli altri.
E questo succede grazie ad anime pie e misericordiose, anime virtuose come la coppia Adele e Carmine, il buon parroco Don Osvaldo e il buon signor don Filippo, di cui ci parla la scrittrice abruzzese Nicolina D’Orazio nel suo romanzo SULLE VIE DELL’AMORE, pubblicato da Edizioni Menabò.
La scrittura è fluida e le descrizioni sono dettagliate. È impossibile non affezionarsi a tutti i personaggi dal cuore grande.
La scrittrice si ispira a fatti veramente accaduti e poi ha aggiunto la sua estrema sensibilità per raccontarci la storia dei piccoli paesi, di gente comune che però ha fatto grandi cose, tra il 1920 e 1946.
Adele e Carmine si amano fin da piccoli e si sono uniti in matrimonio con due bei figli.
Don Osvaldo è un parroco che va oltre la preghiera perché questa viene accompagnata dalle buone azioni, anche se significa mettersi in pericolo.
Don Filippo è il proprietario delle terre, è Filippo della famiglia Orsini, è il signore proprietario delle terre di famiglia altolocata.
Ma lui è diverso. Lui ama parlare con tutti in paese. Tutti lo conoscono e lui conosce tutti. È pronto ad aiutare tutti con orgoglio e con sincerità.
Un prete e un aristocratico, stretti da una grande amicizia.
Da giovani entrambi hanno provato delusioni d’amore e così uno ha ritrovato la forza in Dio, mentre l’altro ha sposato donna Laura.
E don Filippo prova presto un altro grande dispiacere: il fascismo.
Aveva creduto ai primi discorsi di Mussolini. Aveva abbracciato l’ideale di un’Italia forte.
Tuttavia non era come aveva creduto. Presto gli articoli di giornale, le nuove leggi e le testimonianze dei soprusi lo fanno preoccupare.
E Adele e Carmine? Metteranno spesso alla prova il loro grande amore che ha tanto spazio come la loro casa.
Le storie si intrecciano ad altre: famiglie ebree da nascondere, giovani partigiani in fuga, giovani madri senza mariti, bambini che riempiono gli orfanotrofi, i timori e le bombe.
Molte scene scorrono davanti agli occhi come un film e molte parti sanno toccare le corde più intime provocando una inevitabile commozione.
Ma le vie dell’amore hanno infine la soluzione, forse sofferente, ma pur sempre dettata dal cuore che in fondo sa cosa sia giusto fare.