
Ottobre arriva quasi in punta di piedi, accorciando le giornate e trasformando lentamente il paesaggio. Nei versi di Bruna Santoni il mutare della stagione passa attraverso percezioni semplici e immediate: l’umidità dell’aria, l’odore della terra, il vento che fa danzare le foglie nei colori dell’autunno, i rami che progressivamente si spogliano.
È un paesaggio che sembra farsi sempre più rarefatto, fino a trasformare ciò che è fuori in uno stato dell’anima. E così, nell’immagine conclusiva, ottobre trova la sua parola più intima e universale: malinconia.
Ottobre
In Ottobre
si fa sera prima,
umida si fa l’aria
e della terra si sente l’odore.
Il vento fa danzare
le foglie,
imbellettate di sfumature
arancione, giallo, rosso;
lieve si fa, nel cadere,
la loro danza.
Scheletri si fanno i rami
avvolti in un’aria
densa e lattiginosa.
A Ottobre
tutto
si fa malinconia.