di Francesco Cristiano Bignotti

 

Una lettura del reale attraverso i filtri della poesia italiana ed inglese. Questo è “prospettive poetiche”. Accompagnati dai versi di poeti e poetesse che hanno fatto la storia della poesia, e che stimolano la riflessione sulle esperienze più profonde della vita e su quelle di tutti i giorni, con una sensibilità unica data dal loro intenso sentire, ogni ultimo giovedì del mese, scandaglieremo la nostra realtà. Ciascun componimento ci permette di ritagliare degli spaccati di esistenza che al contempo sono sia unici che universali, sia particolari che generali, individuali e personali ma anche sociali. Seppure nati in secoli molto diversi dai nostri, questi versi senza tempo ci permettono di avviare molte riflessioni su quello che viviamo oggi e ci spingono a porre – e a porci – domande che ai nostri giorni solleticano la ricerca di risposte diverse da quelle che la società mainstream ci propone quotidianamente.

L’originalità dell’esperienza poetica, che si traduce in versi scritti su carta, ci aiuta a gettare luce, di volta in volta sotto prospettive sempre nuove, fresche, innovative, diverse ed originali, sugli accadimenti della vita vissuta e di ricavarne così preziose riflessioni attualizzate sull’oggi. Arrivare ad assumere altre consapevolezze, o semplicemente riflettere sulle cose sotto altre angolature, è un esercizio di pensiero che è perfettamente in linea con la vita del cittadino contemporaneo che si trova a vivere la complessità – quella stessa complessità che Edgar Morin teorizzava e rilevava con una certa insistenza già a partire dagli anni settanta del novecento – come cifra caratteristica del sistema sociale e che ci spinge a porci all’interno di un ampio prisma riflessivo. Farsi accompagnare in questo esercizio dalla poesia italiana e da quella inglese aumenta ancora di più le nostre possibilità di analisi e le sfaccettature di pensiero possono assumere, così, sfumature del tutto inaspettate e vivide.

In questo percorso incontreremo, in ordine sparso, personalità come Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Amalia Guglielminetti, le sorelle Brontë, Emily Dickinson, Francesco Petrarca, Jane Austen, William Wordsworth, Giacomo Leopardi, Thomas Stearns Eliot, Umberto Saba, Alda Merini, Jhon Keats, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti, Andrea Zanzotto ed altri ancora. Perché scegliere proprio questo tipo di autori ed autrici? Perché tra le due tradizioni letterarie c’è una profonda influenza ed affinità in termini di stile, tematiche trattate, oltreché un simile sviluppo ed utilizzo della lingua parlata all’interno della lirica. Tutto ciò ci permetterà di percorrere il nostro itinerario riflessivo in modo coerente e lineare, facendoci guidare da questi versi, espandendo poi i nostri pensieri su ciò che stiamo vivendo concretamente. Il verso poetico diventa così la linea guida del nostro meditare sul reale.