di Maria Assunta Oddi

 

Luco dei Marsi (AQ) 21-09-2026  – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha fissato la data del 21 settembre per la Giornata Internazionale della pace, rivolgendo a tutte le nazioni l’invito a “rispettare la cessazione delle ostilità per l’intera durata della Giornata”.

Lo scenario  geopolitico attuale caratterizzato dal dilagare dei conflitti nel mondo pone la necessità di educare, in particolar modo i giovani, al senso civile  come capacità di riconoscere nell’altro da sé la stessa dignità. Rifiutare il conformismo per scegliere responsabilmente la pace richiede spirito critico, comprensione delle dinamiche politiche ed economiche, conoscenza delle tecnologie della comunicazione, uso corretto delle parole, cura delle relazioni interpersonali.

Mai come oggi l’etica dell’intelligenza artificiale si pone al centro delle sfide globali per arginare la disumanizzazione.

Saper gestire ed interpretare in modo corretto le tecnologie quantistiche e le infrastrutture informatiche avanzate favorisce le scelte morali e spirituali  per custodire al di là dell’edonismo e del materialismo imperante il primato della persona.

La famiglia, le associazioni, il comune, le istituzioni laiche e religiose e soprattutto la scuola, ente dall’esplicita finalità  formativa, devono essere in grado di sviluppare un’intelligenza umana capace di guidare l’uso delle innovazioni tecnologiche nel rispetto del diritto internazionale come proposito di “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”.

La pace non è solo non belligeranza ma è promozione di valori per la costituzione di una civiltà dell’amore quali: giustizia, solidarietà,condivisione e reciprocità.

Come, già sostenevano gli illuministi, è necessario far capire ai ragazzi che il cosmopolitismo fa di tutti gli uomini membri di una stessa famiglia. A tal proposito una frase di Cesare Pavese dice:” Quale  mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva, e arriverò”.

Pace è anche custodire in una visione ecologica un mondo sostenibile nella difesa della vita come suggerisce l’Agenda 2030.

Tutte le discipline sia quelle esatte che quelle della spirito, come direbbe H. G. Gadamer, possono confluire nella formazione di un cittadino del mondo che protegge la famiglia umana e la terra come casa comune.

Se le scienze matematiche, la fisica, la botanica, la conoscenza delle lingue straniere, l’arte, la musica possono aiutare a realizzare la fratellanza tra i popoli anche la poesia, con la scelta responsabile delle parole, ha il suo peso.

Come recita Mario Luzi :”la poesia  fu e sarà sempre una risposta primaria dell’uomo al mondo che lo stupisce e lo interroga in innumerevoli modi. La voce della poesia è la voce del risveglio: il risveglio dal letargo della assuefazione e della indifferenza”.

Anche per il poeta argentino Raul Gustavo Aguirré il genere letterario della poesia è “una delle poche  possibilità di vera comunicazione umana, forse l’unica, poiché  ci permette di ritrovarci in una verità profonda: che esistiamo interi, reali, liberi”.

Mi sia concesso a tal punto di considerare la poesia, nell’ottica del verso e meta verso, mezzo più efficace per combattere e superare l’omologazione dell’intelligenza artificiale che frammenta l’identità degli individui proiettandoli in un mondo virtuale abitato da coscienze prive di libero arbitrio.

Coinvolgere i giovani a desiderare  una pace disarmata e disarmante rappresenta una vera e propria sfida educativa che richiama ad un profondo senso di responsabilità intesa come ascolto della legge morale che come direbbe Immanuel Kant è “dentro di noi”.